Le associazioni dei consumatori
che denunciano un aumento di 10 centesimi dei prezzi dei carburanti rispetto a
gennaio fanno male i calcoli. Lo sottolinea Figisc-Confcommercio nella sua
ultima newsletter. Prima di tutto, si legge, “non si capisce di quale 'prezzo
di gennaio' si parli: una media assai grezza del prezzo mensile Italia di
gennaio della benzina rileva un valore di 1,343 euro al litro (con un minimo di
1,326 e un massimo di 1,344). Se il prezzo odierno si aggira su una media di
1,410 euro al litro, la differenza non è di 10 centesimi, bensì di 7,7 cent
(tra un minimo di 7,6 cent e un massimo di 8,4). Insomma, il dato dei
consumatori non è corretto”. Secondo la Federazione, inoltre, non è vero che la
quotazione del petrolio è la stessa sempre rispetto a gennaio.
“Anche qui, la media di gennaio
2010 è di 53,35 euro al litro (tra un minimo di 50,47 e un massimo di 56,33):
oggi la quotazione è di 59,69 euro al litro, un aumento rispetto ad allora
mediamente pari a +11,88%, altro che quotazione uguale. Anche in questo caso,
il dato citato dai consumatori non è corretto”.
Secondo i gestori aderenti a Confcommercio, inoltre, i consumatori continuano “imperterriti a prendere a base del confronto riferimenti sbagliati: la quotazione del greggio, invece di quella del prodotto lavorato”.