Negli ultimi sette giorni le quotazioni del greggio hanno
subito diminuzioni di oltre 8/9 dollari al barile, fatto che nell’area euro si
è tradotto in una diminuzione inferiore ai 5 euro al barile a causa della
debolezza del tasso di cambio. Sul mercato interno, i prezzi alla pompa non
hanno riflesso correttamente le variazioni internazionali: la benzina, infatti,
è diminuita di 1 centesimo di euro al litro ed il gasolio di 0,6 centesimi,
contro decrementi internazionali di circa 2,5 centesimi/litro per i prodotti
lavorati. Sono i dati salienti che emergono dall’Osservatorio settimanale
Figisc sui prezzi dei carburanti per il periodo 15-21 maggio.
Nel panorama europeo dei prezzi l’Italia mantiene la nona
posizione per il prezzo della benzina nella classifica dei 27 Paesi comunitari,
mentre per il gasolio sale dal quinto al quarto posto (assieme alla Danimarca).
La concorrenza sul territorio consente all’automobilista di fare il pieno non
solo a prezzi decisamente “europei”, ma anche assai più convenienti, che
possono raggiungere anche i 7/8 centesimi in meno rispetto al prezzo
convenzionale che comunemente viene indicato sui media quando si parla del
costo dei carburanti sia in rete ordinaria che in autostrada.
“Questa settimana, a differenza di quella precedente, il prezzo alla pompa non si è ancora adeguato in misura sufficiente alle variazioni internazionali”, commenta Luca Squeri, presidente nazionale Figisc. “Se ciò sembra parzialmente giustificato per la benzina, per recuperare i margini sacrificati la scorsa settimana, non lo è però ugualmente per il gasolio. Ci attendiamo già sin da lunedì – conclude - che i prezzi diminuiscano ancora mediamente di un paio di centesimi tra benzina e gasolio”.