Assopetroli e Assoenergia, in
una nota congiunta, sottolineano che “con l’arrivo del freddo intenso si
registrano puntualmente proposte estemporanee tendenti a ridurre l’inquinamento
delle grandi città. “Concentrando il nostro interesse nel comparto del riscaldamento
domestico – prosegue la nota - abbiamo appreso che il Ministro dell’Ambiente
suggerisce di abbassare il calore nelle case. Come abbiamo affermato in
analoghe circostanze, riteniamo che il problema dell’impatto ambientale,
soprattutto nei grandi centri urbani, richieda interventi strutturali,
programmati nel tempo e in grado di
incidere concretamente sulle
cause del fenomeno”. “Innanzitutto ricordiamo il risultato dello Studio
dell’impatto causato dai combustibili per uso civile, sull’ambiente, sulla
sicurezza e sul trasporto avviato nel 2002 sotto l’egida del Ministero
dell’Ambiente, con la partecipazione della Regione Lombardia, della Regione
Piemonte, e le più importanti categorie presenti nel settore energetico ivi
compresa la nostra Associazione. La ricerca condotta sul campo ed in
laboratorio da autorevoli Istituti scientifici, ha inequivocabilmente
dimostrato che per ridurre l’impatto ambientale è di fondamentale importanza la
costante manutenzione degli impianti, l’ammodernamento tecnologico e,
soprattutto, la gestione qualificata degli stessi, condizioni, queste, che
possono essere garantite più facilmente con l’adozione di impianti di tipo
centralizzato”. “Altro aspetto fondamentale, in questo contesto, è costituito
dal risparmio energetico: prima fonte
virtuale di energia del nostro
Paese. Esempio eclatante di quanto
si possa fare in termini di risparmio energetico è lo sviluppo del Contratto di
Servizio Energia Plus che, a parità di comfort, consente agli utenti un
risparmio di oltre il 20 per cento nell’utilizzo delle fonti energetiche.
Principio questo formalmente recepito nel decreto legislativo
115/2008. Tale strumento deve
essere incentivato anche sotto il profilo fiscale reintroducendo quell’aliquota
IVA dal 10% che inopinatamente fu cancellata dal precedente Governo”.” Questa
manovra – conclude la nota - abbiamo dimostrato più volte, risulterebbe a costo
zero per l’Erario perché consentirebbe un rilancio straordinario di tutto il
comparto e con esso il conseguente sviluppo degli investimenti dedicati alle
nuove tecnologie, produrrebbe nuova occupazione e consentirebbe nel lungo
periodo una migliore gestione degli impianti da riscaldamento. Ogni azione decisionale deve puntare
quindi sul Risparmio Energetico (meno consumi, meno costi pro-capite, meno
inquinamento) premiando ogni attività virtuosa che soggetti pubblici o privati
realizzino in questa direzione”.