“Federdistribuzione esprime la
propria soddisfazione per il fatto che la relazione pubblicata della
Commissione europea sull’esercizio di monitoraggio del settore distributivo riconosce
il significativo contributo della Distribuzione Moderna Organizzata (DMO) allo
sviluppo del sistema economico e sociale dell’Europa”. La diagnosi effettuata
della Commissione europea sulla “salute” del settore distributivo dimostra che,
nonostante la persistenza di disfunzioni ed ostacoli al suo sviluppo, le
aziende della DMO hanno contribuito alla modernizzazione del settore, ma anche
e soprattutto alla lotta contro l’inflazione, offrendo prodotti e servizi
sempre più a prezzi competitivi. La relazione sottolinea anche gli sforzi delle
aziende a realizzare investimenti indirizzati tanto alla creazione di nuovi
posti di lavoro quanto allo sviluppo dell’economia locale e nazionale. Il
presidente Paolo Barberini ha sottolineato che “Federdistribuzione sostiene il
lavoro della Commissione europea teso a eliminare gli ostacoli allo sviluppo
del settore distributivo per renderlo più efficiente e sostenibile”. “Ogni
iniziativa – ha aagiunto Barberini – della Commissione europea in questo senso
dovrà favorire lo sviluppo della concorrenza, senza limitare la libertà
d’azione delle imprese, cosa che finirebbe per indebolire ulteriormente il
settore distributivo, già messo a dura prova dal trend negativo dei consumi”.
Alcune considerazioni contenute nel rapporto tuttavia fanno riferimento
a situazioni specifiche più presenti in alcuni Paesi membri che in Italia, dove
la concorrenza tra gli operatori viene perseguita costantemente. Il sistema
distributivo in Italia è caratterizzato da una forte presenza del dettaglio
tradizionale e di operatori specializzati a livello regionale con presenza
diffusa di tutti i formati, dal piccolo punto vendita fino alla grande e
grandissima struttura.
La DMO italiana, che pesa circa
il 55% sulla totalità dei consumi,
alimentari e non alimentari,
soffre di una basso livello di concentrazione:
nel food i primi 5 distributori
realizzano il 57% delle vendite della Grande
Distribuzione contro, ad
esempio, l’85% della Francia. Questo assetto
distributivo garantisce di fatto
il servizio per tutti i cittadini sull’intero
territorio nazionale. In Italia
esistono pratiche commerciali consolidate tra operatori della filiera che hanno
prodotto un sistema che nel suo complesso garantisce la tutela
del potere d’acquisto del
consumatore. Nella Grande Distribuzione i prezzi
dei prodotti confezionati sono
in diminuzione da un anno, e questo ha
garantito ai consumatori di
poter spendere un miliardo di euro in meno
rispetto ai 12 mesi precedenti.
Un regime di elevatissima competizione tra gli operatori stessi della DMO
assicura prezzi concorrenziali e offre al consumatore le migliori garanzie
per beneficiare di tutte le
opportunità di assortimento e convenienza. Le
etichette presenti sui prodotti
e le informazioni veicolate ai consumatori
hanno un contenuto in grado di
indirizzare il consumatore verso un
acquisto consapevole. Le aziende
italiane della DMO hanno già raggiunto buoni livelli di efficienza e di
organizzazione interna, anche in termini di logistica. Numerose
iniziative sono inoltre in atto
per ridurre i consumi energetici e la
produzione di rifiuti. Numerosi
punti vendita e insegne hanno avviato
programmi per il riutilizzo
delle rimanenze alimentari, donandole ad
associazioni benefiche in grado
di reimpiegarle. La DMO operante in Italia ha fortissimi legami con le PMI con
le quali si stabiliscono rapporti di reciproco rafforzamento nell’interesse del
consumatore finale; è particolarmente attenta alle situazioni dei territori nei
quali opera, nella consapevolezza che il loro stato di salute economica e
sociale ha riflessi sulle attività di tutta la filiera; la DMO trasferisce e
valorizza l’innovazione di prodotto in modo diffuso su tutto il territorio
nazionale. Federdistribuzione intende partecipare alla consultazione avviata
fornendo tutte le informazioni necessarie per spiegare la realtà del sistema
distributivo italiano, fornendo inoltre proprie ulteriori considerazioni sul
documento della Commissione.