“Il punto di arrivo ancora non è stato raggiunto, ma la
strada percorsa è stata tanta. E soprattutto è quella corretta. I controlli dei
Carabinieri lo dimostrano chiaro: per contrastare il fenomeno delle vittime
degli incidenti stradali bisogna lavorare sulla prevenzione, sull’informazione
più capillare al cittadino e soprattutto bisogna rilanciare l’idea del
dispositivo blocca motore quando il conducente è in uno stato psicofisico
alterato”. È il commento di Edi Sommariva, direttore generale della Fipe, all’operazione
in grande stile effettuata dai Carabinieri in prossimità del Lago di Garda su
due strade fra le più frequentate nelle ore notturne della movida.
Il resoconto è positivo: soltanto l’1% dei conducenti delle 500 autovetture fermate è risultato positivo, sia pur di poco (fra lo 0,52 e lo 0,60) all’alcoltest. L’unica eccezione è venuta da una ragazza, decisamente ubriaca, che oltretutto si era già vista ritirare in passato la patente per lo stesso motivo. I controlli sono stati qualitativamente fra i più scrupolosi. Alle forze dell’ordine in servizio dalle 23,30 di sabato 31 luglio fino alle 5 di domenica primo agosto erano stati messi a disposizione due Tir proprio per poter effettuare oltre al test dell’etilometro anche il prelievo del sangue e quello delle urine. Le pattuglie non si sono limitate però ad esercitare un’operazione di controllo, ma hanno svolto un lavoro anche di informazione. A conducenti e passeggeri delle autovetture fermate i Carabinieri hanno spiegato gli effetti che possono essere anche mortali di una guida in stato di ebbrezza.
“Il numero così ridotto di conducenti che avevano infranto
la legge – afferma Sommariva – è la dimostrazione di quanto sia alto il senso
di responsabilità sociale degli esercenti e che i cittadini stanno capendo il
pericolo delle sbornie notturne. Condividiamo l’analisi dei Carabinieri
sull’importanza di sensibilizzare i cittadini informandoli ed educandoli ad
avere un comportamento più equilibrato nei confronti dell’alcol, il cui uso
sconsiderato è dannoso all’organismo oltre a essere deleterio soprattutto se
associato alla guida. I giovani, che sono la fascia più a rischio per il loro
naturale e giusto desiderio del divertimento notturno, spesso sono anche
portati a sottovalutare il loro stato reale di lucidità quando si mettono alla
guida e a sottovalutare quindi anche l’importanza della sobrietà quando si
impugna il volante di un’auto. Per questo insistiamo sull’ipotesi del
dispositivo blocca motore che negli Stati Uniti è già legge. Uno strumento di questo
genere faciliterebbe anche il lavoro delle forze dell’ordine, facendo anche
risparmiare soldi all’amministrazione pubblica”.