I locali serali che svolgono musica di intrattenimento con
la presenza del disc jockey non dovranno più temere per il mancato pagamento
dei diritti connessi. Un accordo aggiuntivo (tecnicamente definito “addendum”
alla convenzione dell’11 marzo) siglato fra Scf (il
consorzio che gestisce in Italia la raccolta e la distribuzione dei compensi,
dovuti ad artisti e produttori discografici, per l’utilizzo in pubblico di
musica registrata) e
Fipe consentirà di stabilire gli importi da pagare al Consorzio per tutti quei
locali, diversi da discoteche e bar ma che comunque diffondono musica, come per
esempio i concertini o serate occasionali danzanti effettuate nei posti dove
non è stata determinata la capienza.
Con questo passaggio Fipe e Scf sono riuscite ad individuare
tutte le tipologie di pubblico esercizio soggette ai pagamenti dei diritti
connessi, stabilendo per ognuna di esse il giusto compenso. La convenzione
chiude così un periodo di contenzioso che era stato caratterizzato da una serie
di accessi della Guardia di Finanza nei locali in questione che si erano
costantemente risolti con la denuncia dei titolari e dei disc jockey e con
fortissime pene pecuniarie per il mancato pagamento dei diritti connessi.
L’accordo ha decorrenza dal primo gennaio 2010 e Scf
rinuncia a pretendere i compensi per gli anni precedenti ad eccezione degli
intrattenimenti organizzati da
esercenti nei confronti dei quali siano state emesse fatture oppure avviati
procedimenti giudiziali. Tuttavia per costoro, grazie all’accordo, sarà
possibile chiudere il pregresso usufruendo di una riduzione del 25%. A beneficiare di uno sconto particolare
del 30% saranno poi gli esercizi iscritti a Fipe; una riduzione che arriva
addirittura al 40% per gli anni 2010 e 2011. “Siamo sicuri – ha affermato il
presidente Fipe, Lino Stopppani – che dopo questi accordi, riusciremo trovare
una soluzione da condividere con Afi (associazione Fonografici italiani) e Scf
per effettuare un pagamento congiunto dei diritti connessi, in modo che senza
modificare l’entità dell’importo dovuto, gli esercenti abbiamo minori
incombenze”.