“Se anche alcune catene della
grande distribuzione cominciano a rifiutare i buoni pasto vuol dire che la
situazione è arrivata davvero al culmine”. Lino Stoppani, presidente Fipe,
rincara la dose sulla vicenda della distorsione nel mercato sempre più difficile
dei tagliandi sostitutivi del servizio mensa. “Il problema sta nel sistema di
aggiudicazione delle gare di appalto dei servizi sostitutivi mensa – ha
proseguito Stoppani - che trasferisce sulla filiera dei pubblici esercizi tutti
gli svantaggi per aggiudicazioni effettuate a valori molto inferiori rispetto
al nominale. L’uso del buono pasto inoltre ha ormai profondamente tradito il
suo principio ispiratore, trasformandolo da titolo di credito mirato a
consumare il pasto nell'intervallo di lavoro, a semplice buono spesa utile per
comperare di tutto, con evidenti irregolarità anche di natura
amministrativa-fiscale”. “E' un meccanismo pericoloso – ha concluso il
presidente della Fipe – perché i buoni pasto diventano dei titoli di credito al
portatore, equiparabili in tutto e per tutto a carta moneta che però sfugge al
controllo della Banca d'Italia. Se non si cambiano alla radice le regole in
questo settore ridando valore ad un servizio che va riconosciuto e compensato
dai richiedenti e non cannibalizzato come sta succedendo, tanto vale
monetizzare in busta paga il valore del buono pasto”. Più “morbido” il giudizio
del presidente Anseb, l’associazione delle società emettitrici, Sandro
Fertino: “Non ci risultano situazioni di rifiuto dei buoni pasto, sono state
diffuse notizie prive di fondamento”. Per l’Anseb non c’è nessun abbandono da
parte della Gdo, “le informazioni riportate si riferiscono a situazioni
pregresse nella grande distribuzione. In molti casi il non utilizzo dei buoni
pasto deriva da decisioni in tal senso delle società emettitrici”. Dall’Anseb
sottolinea poi che esiste una proposta elaborata insieme a Fipe, sindacati e
consumatori, “per difendere il mercato e tutelare lavoratori e esercizi
commerciali che prevede termini di pagamento fissi e inderogabili”.