La prima sessione del Forum di Cernobbio è stata dedicata al tema “Le Due Italie, 2011: 150 anni dell’Unità d’Italia”. Moderata dal giornalista Oscar Giannino, la discussione si è incentrata prevalentemente sul tema del Federalismo e sulla storica divisione economico-sociale tra Nord e Sud. Ad animare il dibattito sono stati invitati il presidente e segretario generale del Censis, Giuseppe De Rita, il sociologo Luca Ricolfi, il presidente di Alleanza per l’Italia, Francesco Rutelli e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Ricolfi, presentando dei dati presenti nel suo libro “Il sacco del Nord”, ha evidenziato alcuni tassi finora mai presi in considerazione per definire le differenze tra Nord e Sud (tasso di parassitismo, tasso di evasione, tasso di spreco e livello del potere d’acquisto). De Rita ha sottolineato quella che nei decenni è stata la peculiarità del Mezzogiorno: non riuscire a vivere di responsabilità propria. “La richiesta – ha detto De Rita – fa parte della cultura meridionale. E’ una società che domanda ad un potere che concede consolidando sempre più il sistema delle clientele”. Nel suo intervento, Rutelli ha messo l’accento su “unità e diversità che da sempre hanno caratterizzato la storia del Paese”. “Per celebrare degnamente questo compleanno – ha detto rutelli – bisogna darsi degli obiettivi. In primo luogo, la costruzione di un vero Stato unitario, poi tornare a dare peso al valore della famiglia che è da sempre il vero nucleo del Paese e poi valorizzare il ruolo fondamentale delle piccole e medie imprese che sono il cuore pulsante della nostra economia nazionale”. La sessione è stata chiusa dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che ha osservato come si debba considerare definitivamente conclusa l’esperienza del governo centralista. “Dal 2001 – ha detto Formigoni – dobbiamo svoltare e passare al modello federalista”. “L’unità d’Italia è data dall’articolazione di un corpo solo ma che non sia ingessato e sia libero di muovere le diverse articolazioni”. “Federalismo – ha detto ancora il governatore lombardo – significa responsabilizzare le istituzioni locali e far diventare il principio dell’efficienza un obbligo. L’inefficienza non deve essere più finanziata”.