Federviaggio sintetizza i numeri
della stagione estiva: per quanto riguarda il turismo straniero, è andato molto
bene il mercato tedesco che ha fatto segnare un’incremento del 3%, ma anche
tutti gli altri mercati esteri hanno conseguito risultati positivi e in aumento
rispetto alla stagione passata. Sul fronte invece del turismo degli italiani,
per tutte le destinazioni, anche quelle nazionali, la stagione 2010 si è aperta
con un mese di giugno particolarmente negativo, con una flessione di circa il
14% in termini di numero totale di viaggiatori rispetto allo stesso periodo del
2009. Questa flessione è stata in buona parte recuperata a luglio ed agosto che
hanno registrato un venduto maggiore rispetto agli anni passati. “Tuttavia, se
consideriamo il rapporto fatturato/costo del lavoro - osserva il direttore
Alberto Corti – l’analisi da parte degli operatori italiani è indubbiamente
negativa. Infatti, si è venduto tardi e male e ciò ha comportato un maggiore
costo del lavoro sostenuto dalle imprese turistiche italiane a fronte di una
contrazione dei ricavi medi per pratica. Il fenomeno delle vendite last minute
- che ha contraddistinto la stagione estiva 2010 - ha, infatti, avuto come
risultato quello di 'ingolfare' il sistema produttivo, con la maggior parte delle
vendite concentrate sottodata. Gli operatori si sono, perciò, trovati a
lavorare in un arco temporale molto compresso e con costi di produzione più
elevati”.
Sono stati pochi e con vacanze super-concentrate, insomma, gli italiani in vacanza, e hanno spesso usufruito di seconde case o non sono partiti affatto, creando problemi di fatturato soprattutto a quelle località che per tradizione sono più legate al turismo nostrano. “La verità è che nessuno sta guidando il turismo italiano, che va avanti senza che la politica prenda scelte importanti. Non possono bastare l’euro debole o il tempo buono per il suo rilancio, né tanto meno spot o iniziative promozionali sporadiche”, commenta il direttore generale della Fipe, Edi Sommariva. “Qualche cosa è stata fatta, qualche provvedimento è stato preso, ma si dovrebbe fare di più”, è invece il parere del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca.