Mettiamo un traduttore che si rechi in Germania per
un lavoro di traduzione simultanea ad un convegno d'affari. Finora avrebbe
dovuto versare l'Iva lì, in Germania, per poi chiedere il rimborso. Con le
difficoltà che si possono immaginare per distanza e difformità normativa (e
nell’esempio parliamo di Germania. Pensate a cosa potrebbe accadere al nostro
traduttore alle prese con paesi comunitari ancora più lontani per usi, costumi
adempimenti burocratici…).
Beh, da oggi non sarà più così. “Le prestazioni di
servizi all’interno dell’Unione Europea tra operatori economici – ha dichiarato
Mario Spera, dirigente Fiscalità generale e contenzioso dell'Agenzia delle
Entrate - verranno tutte tassate, tranne poche eccezioni, nel paese del
committente. Il che vuol dire svolgere tutti gli adempimenti a casa propria,
senza ricevere l’addebito Iva da un altro paese europeo e dovere poi chiedere
successivamente il rimborso”.
Spera ha parlato a un seminario
tenutosi presso la sede della Confcommercio nazionale a Roma, durante il quale
si è discusso della nuova normativa in materia di Iva per lo scambio di servizi
all’interno dell’Unione Europea, con particolare attenzione agli adempimenti
telematici. Materia complessa, in parte già affrontata lo scorso 22 febbraio in
un documento congiunto Direzione delle dogane-Agenzia delle entrate,
sull’utilizzo dei modelli per gli elenchi Intrastat sull’Iva comunitaria con il
sistema informatico delle Entrate, che va ad affiancare il servizio telematico
doganale.
Ora, finalmente tutto è pronto
per andare a regime e da maggio prossimo sarà possibile inviare gli elenchi
Intrastat anche attraverso il canale telematico Entratel dell’Agenzia delle
Entrate.
Tuttavia, restano molti i dubbi di imprese e
professionisti sulle modalità di compilazione dei nuovi modelli. Per questo,
Agenzia delle Entrate e Ufficio delle dogane prevedono di pubblicare alcune
circolari che forniscano ulteriori chiarimenti sull’utilizzo dei canali
telematici.
“La riforma, come qualunque modifica normativa di
una certa complessità – ha detto nel suo intervento al seminario Antonio Vento,
responsabile fiscalità d'impresa di Confcommercio – porta con sè anche degli
aspetti critici, che saranno evidenti in particolare al momento della piena
operatività delle nuove disposizioni. Ma non c’è dubbio che le nuove regole in
tema di Iva agevoleranno gli scambi commerciali tra le imprese dei diversi
Paesi UE, facilitando l'adempimento degli obblighi fiscali per le prestazioni
di servizi intracomunitari”.
Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta partendo
dal principio ispiratore. A dettare la nuova disciplina Iva a livello
comunitario è stato il bisogno di facilitare l’adempimento degli obblighi
fiscali per le prestazioni di servizi intracomunitari, al fine di agevolare gli
scambi commerciali tra le imprese dei diversi paesi dell’UE. Il vantaggio
introdotto dalle nuove regole è che gli operatori non dovranno più avere a che
fare con ogni stato membro in cui intrattengono rapporti commerciali, ma per
quanto riguarda l’aspetto fiscale potranno rimanere, in un certo senso, a casa propria. Potranno cioè svolgere
la propria attività utilizzando la lingua natale e soprattutto avendo come
punto di riferimento l’amministrazione finanziaria del proprio paese.
La direttiva europea dell’agosto 2008 ha modificato i principi mediante i quali determinare la territorialità delle prestazioni di servizi. Come regola generale, dal 1° gennaio 2010, le prestazioni rese tra soggetti passivi, ovvero operatori economici con partita Iva, saranno tassate nel paese del committente. Al contrario, per le prestazioni rese a privati consumatori si conferma, come regola generale, quella della tassazione nel Paese del prestatore. Numerose le deroghe ai nuovi criteri di tassazione, come le prestazioni di servizi relative a beni immobili o quelle di ristorazione e di catering.
L'attenzione dovrà, dunque,
focalizzarsi sulla figura del committente. Si tratta di comprendere se potrà
essere qualificato quale privato consumatore o soggetto passivo Iva e, in
questo caso, se il bene o servizio sia utilizzato o meno nell'esercizio
dell'attività d'impresa. In ogni caso, la Comunità europea sta mettendo a punto
un regolamento a cui conformarsi per evitare errori nella qualificazione.