"Il Veneto a un bivio?", tra città e area metropolitana. Attorno a tale quesito è ruotato il convegno organizzato da Unascom-Confcommercio di Treviso, con relatori quali il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli, quello regionale, Massimo Zanon e di Treviso Guido Pomini, il direttore nazionale del Censis Giuseppe Roma, per la Fondazione Venezia 2000 Francesco Sbetti e il Design leader della città di Edimburgo Riccardo Marini. Secondo una ricerca sull'area metropolitana veneta pubblicata dal Territorial Review dell'Ocse, il Veneto è capace di produrre un Pil pro capite di trentamila dollari, il 23% delle esportazioni manifatturiere e di attrarre quasi 40 milioni d turisti ma è anche un territorio caratterizzato da poca spinta su innovazione e sviluppo, con infrastrutture che vanno a rilento e appena il 9,5% di laureati. Il Censis ha invece fotografato una realtà in cui "la concentrazione di insediamenti produttivi attiva una grande mobilità ma in ambiti più ristretti non è l'integrazione a prevalere bensì i localismi". Marini ha invece lanciato un vero e proprio grido d'allarme: "Fuori dai centri storici - ha osservato - state distruggendo tutto. Ci sono luoghi in cui la spinta è rivolta solo a una valorizzazione economica: le infrastrutture possono essere utili, ma anche tossiche, se alla fine stravolgono il tessuto sociale".