Il fondo di garanzia per le
piccole e medie imprese diventa più radicato nel territorio, con un maggior
rapporto diretto con le imprese. Il Comitato di gestione del fondo, che opera
al Ministero dello Sviluppo economico, ha infatti approvato la modifica dei
criteri di autorizzazione dei confidi e degli altri fondi di garanzia per
meglio certificare il merito di credito delle imprese beneficiarie. La riforma,
spiega una nota del Ministero, prevede una maggiore flessibilità e velocità
delle procedure di ammissione dei confidi che vogliono lavorare con il fondo,
nell’ottica di una funzione 'anticiclica'.
Tra le novità approvate dal
tavolo tecnico ci sono l’eliminazione della condizione per cui attualmente
possono richiedere l’autorizzazione solo i confidi che abbiano già ottenuto
l’ammissione alla controgaranzia per almeno 50 operazioni; la sostituzione di
alcuni indicatori ormai desueti e l’introduzione di modifiche che prendono in
considerazione i processi di accorpamento; l’aumento dei punteggi per gli operatori
sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia e per i soggetti con ambito di
operatività almeno regionale. Inoltre è stato deciso di introdurre un nuovo
meccanismo di monitoraggio trimestrale dei tassi di sofferenza dei confidi e
degli altri fondi di garanzia autorizzati, al fine di confrontare la qualità
media del portafoglio controgarantito con la qualità media del portafoglio
complessivo del fondo.
In circa dieci anni di operatività il fondo ha accolto oltre 103 mila istanze, attivando finanziamenti per oltre 20 miliardi di euro, con un importo garantito pari 10,5 miliardi.