Le organizzazioni sindacali e di
rappresentanza delle imprese, fatta eccezione per la Cgil, hanno firmato al
ministero del Lavoro una “dichiarazione comune” per avviare il negoziato
sull’arbitrato, sgombrando il campo dai timori sorti sulla tenuta dell’articolo
18. Nella dichiarazione le parti si impegnano infatti a definire un accordo
interconfederale, nel più breve tempo possibile, “escludendo che il ricorso
delle parti alle clausole compromissorie poste al momento dell'assunzione possa
riguardare le controversie relative alla risoluzione del rapporto di lavoro”.
L’accordo, raggiunto al Ministero del Lavoro, manca della firma della Cgil che
parla senza mezzi termini di “imboscata”. “Siamo stati convocati a un tavolo
che doveva occuparsi dell’orario di lavoro e ci siamo trovati di fronte a
un’azione, presumo preordinata, per discutere dell'implementazione di una
norma, quella sull’arbitrato, che ancora non è comparsa in Gazzetta Ufficiale”,
ha detto il responsabile del Dipartimento delle politiche attive del lavoro
della Cgil, Giorgio Treves. Favorevole, invece, la posizione del segretario
generale della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale “si chiarisce
finalmente una questione gonfiata artatamente per ragioni politiche”. Anche per
il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, “sgombrato il campo dai
timori sull'articolo 18, le norme sull'arbitrato rappresentano una garanzia per
i lavoratori di poter vedere riconosciuti i loro diritti in tempi più rapidi”.