La riforma fiscale resta nei
progetti del governo. “La faremo con le parti sociali”, ha detto il ministro
dell’Economia Giulio Tremonti parlando alla Scuola di Gubbio del Pdl. Ma ha
avvertito: “la riforma non è il mito della magica riduzione delle tasse”, anche
se questo governo “non ha mai messo le mani in tasca ai cittadini e non lo
farà”. Il ministro ha anche parlato della necessità di concentrare le strutture
che operano sulla presenza all’estero dell’Italia (“non puoi avere mille
imprese che vanno all’estero e 10 o 15 soggetti che si agitano a loro volta”) e
dei troppi fondi non spesi nel Sud (“per la ricerca nel Sud ci sono a
disposizione 5 miliardi di euro che non vengono spesi”). Ha richiamato al senso
di responsabilità, ribadendo che “rigore e sviluppo sono due facce della stessa
medaglia”, che “non si può fare sviluppo con il deficit” e ha lanciato un
appello: “è il caso che il Paese cominci una logica di serietà e che abbandoni
le polemiche”.
Tremonti ha poi chiamato alla responsabilità e al rigore anche gli enti locali: “ormai la conferenza dei servizi è il luogo dove si sviluppa il bancomat per i Comuni: se non porti a casa almeno una rotonda o una piscina passi per un pirla”. Infine sull'eccesso di regole: “il divieto dovrebbe essere l’eccezione. Dobbiamo finirla con i chilometri di Gazzette Ufficiali”.