Le tariffe pubbliche sono
aumentate del 15% negli ultimi cinque anni e del 3,9% nel solo 2009. Il dato è
contenuto in uno studio dell’Osservatorio “Prezzi e Mercati” di Indis, istituto
di Unioncamere specializzato nella distribuzione, che sottolinea anche il boom
del 20% dei prezzi amministrati a livello locale, con un picco del 29,1% per i
rifiuti solidi urbani (+4,5% solo l’anno scorso) e del 31,8% per l’acqua
potabile (+7,6% nel 2009). Tra le altre tariffe, quelle postali sono rincarate
del 12,7%, quelle autostradali del 14,7%, quelle ferroviarie del 26%, i
trasporti marittimi del 38,2%.
Il boom a livello locale, segnala lo studio, è “da ascrivere alla convergenza delle tariffe verso livelli compatibili con la totale copertura dei costi del servizio, secondo un processo di ristrutturazione che implica per il settore dei rifiuti il passaggio dalla tassa (Tarsu) alla tariffa (Tia), e per quello dell’idrico il passaggio al Metodo normalizzato previsto dalla legge Galli”. Per Uniocamere, “è evidente che questi aumenti contribuiscono a erodere il potere d’acquisto delle famiglie e ad accrescere i costi che gravano sui bilanci delle imprese, in particolare piccole e medie: una maggiore moderazione in questo senso sarebbe auspicabile, soprattutto in un fase come quella attuale in cui gli equilibri economico-finanziari degli uni e degli altri sono già messi a dura prova dalla debolezza del mercato del lavoro e dall’aumento delle materie prime”.