Nasce a Reggio Calabria una rete solidale antiracket per contrastare il pizzo, sostenere chi ha denunciato e promuovere una campagna di denuncia, sostegno e proposta contro la piaga del racket. L’iniziativa, denominata “ReggioLiberaReggio”, vede insieme 50 associazioni laiche e religiose tra cui Legambiente, Riferimenti, Fondazione Filianoti, Confcommercio Reggio Calabria, Confartigianato, Cgil, Uil, Ugl, Cisl, Caritas, Acli, Azione Giovani, Fgci.
L’iniziativa nasce dall’ascolto
degli imprenditori costretti a pagare il pizzo e di quelli che si sono
ribellati al racket, un lavoro durato oltre un anno e mezzo per una proposta ed
una strategia da mettere in pratica per contrastare la piaga del racket. Le
associazioni chiedono che le vittime del racket “abbiano vantaggi fiscali, che
siano cancellate dall’elenco dei protesti e dalla Centrale Allarme
Interbancaria, che vengano sospese le ipoteche, accettate dilazioni di
pagamento o venga data la possibilità di avere un mutuo agevolato, solo nei
casi in cui i problemi economici dell’imprenditore siano legati
all’estorsione”.
Ad ogni negozio gestito da imprenditori liberi dal racket sarà dato un logo di riconoscimento da attaccare in vetrina quale segno a garanzia della libertà dal pizzo e dalle logiche mafiose. Sarà un osservatorio antiracket composto da sette membri a valutare periodicamente i punti vendita che non sono collusi con la mafia.