Le parti sociali aderenti al tavolo "Crescita e Occupazione" esprimono preoccupazione per "l'assenza di interventi" nel ddl stabilità per il 2011, "a sostegno di driver fondamentali di crescita quali la ricerca, l'innovazione e il risparmio energetico". Lo scrivono le associazioni in una nota. "Le parti sociali - si legge - chiedono con forza che nel disegno di Legge di Stabilità per il 2011 venga prevista la proroga del bonus del 55% per 'efficienza energetica e venga introdotto, accanto al meccanismo dei voucher, il credito d'imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo per un importo almeno di 700 milioni di euro, pari allo stanziamento del 2008".
"Il Governo - si legge ancora - ha introdotto nel disegno di legge di stabilità per il 2011 alcuni provvedimenti che vanno nella direzione auspicata dalle parti sociali: lo stanziamento di nuovi fondi per il rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga e la
proroga per il 2011 della detassazione degli aumenti salariali di produttività. Preoccupa, tuttavia, 'assenza di interventi a sostegno di driver fondamentali di crescita quali la ricerca, l'innovazione e il risparmio energetico".
"Si tratta - aggiungono Abi, Agci, Ania, Cgil, Cia, Cisl ,Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confcooperative, Confindustria, Legacooperative, Rete Imprese Italia, Ugl, Uil - di leve fondamentali per il rinnovamento tecnologico e la competitività delle imprese e per la qualificazione del sistema produttivo su nuovi segmenti di attività. Sono misure che hanno un elevato ritorno in termini economici e occupazionali, con conseguente riduzione nel tempo dell'onere finanziario netto per lo Stato". "Per la ricerca e l'innovazione - aggiungono le parti - va ricordato che la Commissione Europea nel programma nazionale di riforma nel contesto della strategia 'Europa 2020' ha indicato
nel 3% del Pil il livello minimo di spesa da raggiungere nel prossimo decennio e a sostenere tale obiettivo anche attraverso misure fiscali. Oggi 'Italia è a circa '1,1 % del Pil ed è tra i Paesi più bassi 'Europa". "L'eliminazione del bonus del 55% per l'efficienza energetica - proseguono i componenti al tavolo - risulta incompatibile con l'impegno assunto in sede europea di riduzione del gas serra e il venire meno di questa misura determinerebbe un grave danno economico ad oltre 400mila imprese che occupano oltre tre milioni di dipendenti. Le misure di efficienza energetica sono inoltre indispensabili per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale vincolanti relativi all'accordo 20-20-20 sottoscritto dal nostro Paese in sede europea. Il meccanismo dei voucher previsto per la ricerca nelle Università e nei centri pubblici di ricerca non può essere considerata una misura sostitutiva del credito d'imposta per gli investimenti in ricerca delle imprese".
Le richieste delle parti sociali sono state immediatamente sposate dai finiani, che si augurano che "il Governo le faccia immediatamente proprie".
Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non risparmia critiche al provvedimento economico del Governo. "C'è una grande confusione - ha detto senza mezzi termini il Capo dello Stato - un grande buio, il vuoto sulle scelte e sulle
priorità nella destinazione delle risorse pubbliche. E ancora, è chiaro che abbiamo un debito pesante sulle spalle e dobbiamo contenere la spesa pubblica. Ma non dobbiamo
tagliare tutto. L'arte della politica consiste proprio nel fare delle scelte".