Le imprese italiane sempre in
difficoltà nel far fronte al proprio fabbisogno finanziario. Come rileva
l’Osservatorio sul credito per le imprese realizzato da Confcommercio in
collaborazione con Format Ricerche di Mercato, nel secondo trimestre del 2010,
quasi il 14% non ce la fa, mentre diminuiscono le imprese in grado di far
fronte autonomamente: poco più del 50% rispetto ad oltre il 60% del primo
trimestre. Parallelamente, si registra un irrigidimento nell’offerta di
credito: tra quante hanno chiesto un fido bancario, un’impresa su quattro (nel
primo trimestre questa percentuale era di poco superiore al 21%) si è vista
rifiutare la richiesta del finanziamento o ha avuto meno di quanto richiesto.
Questo mentre, a fronte di una sostanziale stabilità dei costi del
finanziamento e delle garanzie bancarie richieste, secondo le imprese
peggiorano i costi dei servizi bancari e delle altre condizioni. Da segnalare,
di contro l’andamento positivo e superiore alla media nazionale, dei
finanziamenti alle imprese del Mezzogiorno. È la prima volta che accade da un
anno a questa parte.
Fabbisogno
finanziario nel II trimestre 2010
Diminuisce in modo significativo
nel secondo trimestre del 2010 la capacità delle imprese del terziario di fare
fronte al proprio fabbisogno finanziario. L’indicatore congiunturale è
risultato pari a +2,4, contro il +21,0 del primo trimestre del 2010, e del
tutto simile al +2,5 del quarto trimestre del 2009. Le imprese che nei mesi di
aprile, maggio e giugno 2010 hanno dichiarato di essere state in grado di fare
fronte al proprio fabbisogno finanziario, senza alcun problema, sono state il
51,2%, le imprese che hanno dichiarato di essere riuscite a farvi fronte, ma
con qualche problema, sono state il 35,1% e quelle che hanno dichiarato di non
essere riuscite affatto a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario sono
state il 13,7%: una percentuale piuttosto alta.
Le imprese che più delle altre
sono riuscite a fare fronte al fabbisogno finanziario nel secondo trimestre
sono state quelle del Nord-Ovest e quelle del Nord-Est. Le imprese che meno
delle altre sono riuscite a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario sono
state quelle residenti nelle regioni del Centro Italia e del Sud Italia.
La previsione delle imprese del
terziario circa la capacità di riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno
finanziario nei prossimi tre mesi (luglio, agosto e settembre) è risultata
leggermente migliore. L’indicatore previsionale è risultato pari a +4,0 (nel
primo trimestre dell’anno era pari a +3,4).
Si mette in evidenza come le
imprese del Meridione, a livello prospettico, prevedono per i mesi di luglio,
agosto e settembre un miglioramento della propria capacità di fare fronte al
fabbisogno finanziario delle proprie attività.
La percentuale delle imprese del
commercio, del turismo e dei servizi che si sono rivolte agli istituti bancari
per chiedere un fido o per rinegoziare un fido esistente è rimasta
sostanzialmente stabile nel secondo trimestre del 2010: essendo state il 22,3%,
contro il 22,3% del primo trimestre del 2010.
Le imprese che “meno delle
altre” si sono rivolte al sistema bancario per ottenere il credito del quale
avevano bisogno sono risultate quelle residenti nelle regioni del Nord-Ovest e
del Centro Italia, quelle che “più delle altre” si sono rivolte alle banche per
chiedere un fido o per rinegoziare un fido esistente sono state le imprese
delle regioni del Nord-Est e del Sud Italia.
Stabile nel secondo trimestre
del 2010 anche la percentuale delle imprese alle quali è stato accordato il
fido che avevano chiesto (con un ammontare pari o superiore rispetto a quello
richiesto), che è risultata pari al 55,1% (era pari al 55,4% nel primo
trimestre del 2010). La percentuale delle imprese alla quale è stato accordato
il fido, ma con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto, è risultata
pari nel trimestre al 16,5%, mentre la percentuale delle imprese che si sono
viste rifiutare il credito è stata del 7,8%. Sommando insieme i due dati,
l’irrigidimento nell’offerta del credito ha colpito nel secondo trimestre del
2010 il 24,4% delle imprese che si erano rivolte al sistema bancario. La
medesima percentuale era pari al 21,6% nel primo trimestre dell’anno. Di fatto
l’irrigidimento delle banche colpisce nel secondo trimestre del 2010 una
percentuale di imprese simile a quella colpita nel quarto trimestre del 2008,
periodo di inizio della crisi, quando era pari al 23,4%.
Sempre nel corso del secondo
trimestre di quest’anno, il 6,7% delle imprese che si sono rivolte alle banche
è ancora in attesa di conoscere l’esito della propria domanda, mentre il 13,9%
ha dichiarato di essere intenzionata di rivolgersi alle banche per ottenere il
credito del quale hanno bisogno nel prossimo trimestre.
Le imprese che hanno ottenuto un
finanziamento dalle banche con un ammontare pari o superiore rispetto a quello
richiesto prevalgono nelle regioni del Nord-Ovest, anche se però secondo una
percentuale inferiore rispetto che era stata registrata nei medesimi territori
nel corso del passato trimestre, e prevalgono presso le regioni quelle del Sud
Italia. Le imprese del Mezzogiorno, per la prima volta a partire dal secondo
trimestre del 2009 (esattamente un anno fa), hanno fatto registrare un
andamento positivo per quanto riguarda l’ottenimento del credito da parte delle
banche (62,4%), superiore rispetto alla media tendenziale rilevata a livello
nazionale.
L’offerta di credito è stata
analizzata in funzione dei seguenti indicatori:
il costo del finanziamento
(tasso di interesse),
il costo dell’istruttoria e
delle cosiddette “altre condizioni” (es. valuta, servizi accessori, ecc.),
le garanzie richieste dalle
banche a fronte del finanziamento,
il costo dei servizi bancari nel
loro complesso (es. costo delle tenuta del conto corrente).
L’analisi è stata effettuata
esclusivamente presso le imprese che dispongono di un finanziamento per quanto
concerne i primi tre indicatori, e presso tutte le imprese con riferimento al
costo dei servizi bancari nel loro complesso.
Costo del finanziamento
Con il concetto di “costo dei
finanziamenti” si intende il “tasso di interesse” dei finanziamenti resi
disponibili dalle banche alle imprese.
L’indicatore del costo dei
finanziamenti è risultato stabile (-13,4) nel secondo trimestre del 2010 rispetto
a quanto rilevato nel primo trimestre (-13,8), e dopo il peggioramento che era
stato registrato nel quarto trimestre del 2009 (-11,6).
Il denaro è risultato più caro
per le imprese residenti nelle regioni del Meridione (-19,5) e del Centro
Italia (-15,7) e meno caro per le imprese del Nord-Ovest (-9,0) e del Nord-Est
(-10,0).
Costo delle “altre condizioni”
Con il concetto di “altre
condizioni” si intendono, a titolo di esempio, la valuta, il costo dei servizi
accessori, e così via, associati ai finanziamenti concessi alle imprese.
Nel secondo trimestre del 2010
si rileva un lieve peggioramento dell’indicatore che è risultato pari a -12,9,
rispetto al precedente - 9,1.
Il costo delle “altre
condizioni” è risultato meno elevato rispetto alla media nazionale presso le
imprese residenti nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est, ed in
diminuzione nelle regioni del Meridione. Si rileva al contrario un
significativo peggioramento dell’indicatore congiunturale per quanto concerne
le imprese del Centro Italia.
Garanzie
Sostanzialmente stabile
l’indicatore relativo alla situazione delle garanzie richieste dalle banche,
secondo l’opinione delle imprese, nel secondo trimestre del 2010. L’indicatore
congiunturale è risultato pari a -13,1, pressoché simile al precedente -12,5
dei primi tre mesi dell’anno.
Come nel caso delle cosiddette
“altre condizioni” l’indicatore ha fatto registrare un valore in linea con il
dato nazionale, o migliorativo rispetto a questo, sia presso le imprese del
Nord-Ovest e del Nord-Est, sia presso le imprese del Meridione, ma non presso
le imprese del Centro Italia, che hanno denunciato al contrario un forte
peggioramento delle condizioni della situazione delle garanzie richieste loro
dalle banche a copertura dei finanziamenti concessi.
Le imprese che si sono rivolte
alle banche per ottenere il credito, hanno offerto le seguenti forme di
garanzia:
garanzie reali prestate dai soci
dell’impresa o dall'imprenditore, 47,7% (erano il 52,3% il trimestre
precedente), garanzie reali prestate dall'impresa, 59,0% (erano il 51,3% il
trimestre precedente), garanzie prestate da terzi, diversi dai Confidi, 2,3%
(erano il 3,3% il trimestre precedente), garanzie prestate dai Confidi, non
nell'ambito di agevolazioni pubbliche 2,7% (erano il 3,1% il trimestre
precedente), garanzie prestate dai Confidi nell'ambito di agevolazioni
pubbliche, es. abbattimento “conto interessi”, 3,2% (erano il 0,7% il trimestre
precedente),
garanzie prestate per mezzo di
agevolazioni pubbliche, 0,6% (erano lo 0,7% il trimestre precedente).
Il 9,8% delle imprese non ha
dovuto fornire alcuna garanzia a copertura dei finanziamenti ricevuti dalle
banche. Tale percentuale era risultata pari al 12,1% nel corso del primo
trimestre del 2010.
Con riferimento ai confidi è
opportuno mettere in evidenza il ruolo sempre più importante che sta assumendo
tale strumento presso le imprese del commercio, del turismo e dei servizi: tra
quelle che lo hanno utilizzato, una su due ha affermato che senza il confidi
non avrebbe potuto ricevere il finanziamento del quale aveva bisogno; un
utilizzo maturo ed efficiente del confidi prevale in particolare presso le
imprese associate a Confcommercio.
Costo dei servizi bancari
Con il concetto di “costo dei
servizi bancari” si intende, a titolo di esempio, il costo della tenuta conto
del conto corrente, il costo dell’emissione delle disposizioni, il costo del
pagamento degli effetti e del movimenti di titoli, ecc. Il costo dei servizi
bancari nel loro complesso è stato analizzato presso l’intero campione delle
imprese e, quindi, non esclusivamente presso quelle che nel trimestre
considerato avevano in essere un finanziamento concesso loro dal sistema
bancario.
Secondo il 23,2% delle imprese
il costo dei servizi bancari nel loro complesso è peggiorato nel secondo
trimestre del 2010, secondo il 74,3% la situazione è rimasta stabile, ovvero
del tutto simile a quella primo trimestre del 2010, mentre è migliorata per il
2,4% degli operatori.
La situazione del costo dei
servizi bancari nel loro complesso è peggiorata in prevalenza per le
microimprese (1-9 addetti), assai meno per le imprese di dimensioni più grandi;
è peggiorata per le imprese dei servizi e del commercio, meno per quelle del
turismo, ed è peggiorata per le imprese residenti nelle regioni del Centro Italia,
ma non per quelle residenti nel Meridione.