Peggiora a maggio l’indice di
fiducia sia nel commercio che nei servizi di mercato. Secondo la rilevazione
dell’Isae l’indicatore sintetico della fiducia dei commercianti è sceso da 105
a 101, posizionandosi decisamente al di sotto dei valori medi dei primi mesi
dell’anno. Segnali sfavorevoli provengono dai giudizi e, seppure in misura più
lieve, dalle aspettative sulle vendite. In accumulo sono giudicate le giacenze
di magazzino.
Quanto alle variabili che non
entrano nella definizione di fiducia, improntate al pessimismo emergono le
attese sul volume futuro degli ordini, mentre stabili emergono quelle relative
all’occupazione. Il peggioramento della fiducia, pur riflettendo dinamiche
omogenee, risulta particolarmente marcato nella grande distribuzione. L’indicatore
destagionalizzato scende infatti da 107,3 a 103,8 nella distribuzione
tradizionale, ma da 104,7 a 98,2 in quella “moderna”.
Nei servizi di mercato, invece,
il clima di fiducia è calato a 94,1 (da 102,7 di aprile). La discesa è dovuta
principalmente al peggioramento delle aspettative sull’economia italiana; si
deteriorano, tuttavia, anche i giudizi e le aspettative sugli ordini. Il
peggioramento è diffuso a livello settoriale, mostrandosi particolarmente
marcato nel settore dei Trasporti e magazzinaggio (a 92,4 da 113,1 ) e, di più
lieve entità, nei Servizi turistici (a 93,2 da 97,6), nei settori
dell’Informazione e comunicazione (a 99, da 102,6) e nei Servizi alle imprese e
altri servizi (a 96 da 101,7).
A livello territoriale,
l’indicatore peggiora in tutte le ripartizioni, attestandosi a 102,6 (da 105,9)
nel Nord Ovest, a 85,6 (da 97,7) nel Nord Est, a 90,9 da (102) al Centro e a
101,5 (da 112) al Sud. Tra le variabili non componenti l’indice, sono in lieve
recupero i giudizi sull’occupazione e si mantengono stabili, su valori
debolmente negativi, sia i giudizi sull’andamento degli affari, sia le
aspettative sull'occupazione.