“Per uscire dalla crisi, bisogna soprattutto investire sul commercio. La risposta non è nell’arretramento delle ragioni della concorrenza, ma è nell’avanzamento di una politica a favore del commercio che declini il valore importante, fondamentale direi, del pluralismo distributivo, che secondo me è una condizione strutturale di democrazia economica, per avere poi delle ragioni forti per aumentare la produttività di questo settore. Se tu non fai una politica di questo genere, alla fine non ne vieni fuori”. Lo ha affermato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, intervenendo nella conferenza stampa di Billa Italia sul rebranding di 100 supermercati Standa, che entro aprile diventeranno Billa, tenutasi a Milano.
“Le previsioni – ha continuato -
ci dicono che il 2010 avrà un aumento del Pil dell’ordine dell’1% e i consumi
si attesteranno intorno a questa cifra. La preoccupazione forte che ho sono gli
effetti che possono derivare da questa spirale negativa, cioè l’avvento della
disoccupazione e la stagnazione dei consumi. Noi dobbiamo disinnescare questa
spirale negativa”. E, per farlo, bisogna “avere il coraggio di investire sul
futuro. Ovvero nelle infrastrutture, nei trasporti, nella logistica, investire
sul futuro nell’ambiente, nell’energia, nel mezzogiorno, nel turismo”. Ma
soprattutto, appunto, “nel commercio”.
Perché “se è vero che il 95% del sistema produttivo del nostro Paese è costituito da piccole e medie imprese, è necessario fare anche una politica a favore di questa realtà per consentire all’economia di avere un colpo di reni e andare avanti”. Il nostro Paese, secondo Sangalli, ha infatti ormai “una vocazione al terziario, quindi è lì che dobbiamo spendere e rivolgere la nostra attenzione. Alla fine se riusciamo tutti insieme a trovare un sentimento di condivisione, di partecipazione, il traguardo appare più vicino ma soprattutto più raggiungibile”. Ed è questo, ha concluso il presidente di Confcommercio, “il messaggio che deve essere trasmesso a livello di fiducia”.