A fine novembre hanno presentato
domanda per la sospensione dei debiti circa 84mila piccole e medie imprese; di
queste, 55mila sono state accolte (pari a circa il 65%), con una moratoria che
ha riguardato complessivamente finora circa 5 miliardi di euro di mutui e
leasing sospesi (a ottobre erano 2 miliardi). Lo rendono noto il Ministero del
Tesoro e l’Associazione bancaria italiana, aggiornando il monitoraggio
sull’applicazione dell’avviso comune sulla sospensione dei debiti alle pmi
sottoscritto assieme all’Abi e ai rappresentanti delle imprese. Fino al 30
novembre, dunque, è stato respinto solo l’1,7% circa delle domande presentate;
circa il 4%, invece, è risultato “non ammissibile”.
Le restanti domande, spiega il
Ministero, sono state analizzate nel corso del mese di dicembre: i dati
relativi saranno disponibili all’inizio di febbraio.
Inoltre, informa ancora la nota
del Tesoro, la moratoria è stata integrata “per includere alcune fattispecie di
operazioni di particolare interesse per il settore agricolo, nonché
l’ampliamento anche ai mutui con agevolazione pubblica, se esplicitamente
deliberato dall’Ente erogante”. Queste integrazioni saranno operative tra 30
giorni.
L’Abi sottolinea da parte sua
come, analizzando le domande per settore di attività, spicchino in particolare
quelle pervenute da industria, commercio/alberghiero e altri servizi. L’analisi
relativa alla distribuzione territoriale delle domande accolte evidenzia che il
56,5% è riferito ad imprese residenti nel Nord Italia. La quota restante riguarda
tutto il Centro Sud. “L’adesione delle banche all’avviso comune, e quindi la
volontà di sostenere ulteriormente il sistema delle imprese in questa difficile
congiuntura - aggiunge l’Abi - è stata massiccia: al 30 novembre le banche e
gli intermediari finanziari che hanno aderito sono 580, pari a 33.553 sportelli
(il 98,3% del totale sportelli presenti in Italia)”.