La manovra economica
varata dal Governo è promossa sul versante dei tagli alla spesa pubblica, ma è
rimandata a settembre per quanto riguarda la capacità di contribuire al
rilancio della crescita del Paese. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione
che Rete Imprese Italia ha illustrato nel corso di un’audizione su
provvedimento presso la Commissione Bilancio del Senato.
Entrando nel
dettaglio, il mondo delle pmi e dell’impresa diffusa valuta positivamente l’adozione delle misure mirate a
riqualificare i capitoli di spesa pubblica corrente, “troppo spesso contagiati
dal virus della cattiva gestione e dall’incapacità di affermare anche nel
pubblico quei criteri di efficienza e di produttività che, invece,
rappresentano gli anticorpi che consentono alle pmi e all’impresa diffusa di
competere quotidianamente sui mercati”. Tuttavia, si potrebbero ottenere
risultati migliori se la riduzione dei
trasferimenti agli Enti locali “tenesse conto delle specificità territoriali e
delle performance degli enti territoriali nel controllo della spesa”. In altri
termini, Rete Imprese Italia ha proposto l’adozione di meccanismi di gradualità
del Patto di stabilità interno “al fine di non penalizzare quelle realtà di
Governo locale che presentano i conti in ordine, introducendo, invece,
strumenti e regole di indirizzo più stringenti per quelle Amministrazioni che
presentano manchevolezze nel controllo della spesa corrente o incapacità del
suo contenimento”. Per quanto riguarda poi i rapporti tra Amministrazioni
pubbliche e sistema delle imprese, è stata sottolineata l’esigenza di ridurre
“l’enorme dilatazione dei tempi di pagamento della P.A. verso i fornitori”,
fattore che peraltro “favorirebbe certamente una maggiore compliance fiscale”.
Sul
fronte dello sviluppo, Rete Imprese Italia ritiene necessario adottare interventi che “consentano alle imprese di poter
disporre di efficaci strumenti per uscire dalle secche della crisi e agganciare
la ripresa”. E in questo senso sta lavorando con le banche e il Governo per la
proroga dell’avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie
imprese verso il sistema creditizio, evidenziando “l’esigenza di individuare
apposite misure volte a sostenere il processo di patrimonializzazione dei
Confidi, sempre più decisivi nel rapporto tra banche e imprese”.
“Questo – ha concluso il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, in rappresentanza delle cinque sigle aderenti a Rete Imprese Italia - è infatti il momento di adottare riforme incisive e scelte coraggiose che vadano nella direzione di liberare le energie dell’economia e di abbassare la pressione fiscale per imprese e famiglie”.