A fine 2009
l’insieme delle attività dei servizi alle imprese (attività immobiliari, noleggio di
macchinari e attrezzature e di beni, informatica e attività connesse, attività di ricerca e sviluppo, altre attività
di servizio alle imprese)
era
rappresentato da 696mila imprese registrate, con un incremento di 198mila
unità rispetto al 2000. Il tasso di variazione, dunque, è stato addirittura di
circa il 40% e ha interessato tutti i comparti a partire dalle attività
immobiliari (+46,1%) e da quelle attività di ricerca e sviluppo (+54,6%).
Il peso dei servizi rispetto al totale delle imprese, dunque,
oggi supera l’11% (nel 2000 questo valore era pari all’8,7%).
Dal
punto di vista dell’organizzazione e degli assetti proprietari, il 44,3% è
organizzato sotto la forma di società di capitali (il doppia rispetto alla
media nazionale), mentre il 50% opera come società di persone o ditta
individuale.
I servizi alle
imprese hanno registrato nel 2009 un saldo negativo di 10.347 unità, leggermente
inferiore a quello del 2008 (-11.460). Questo fenomeno ha interessato tutti i
comparti, ma in particolare le attività immobiliari (-6.712 unità) penalizzate
dal calo delle compravendite degli immobili. La distribuzione sul territorio
non è uniforme, ma ricalca uno schema già presente per altre realtà
imprenditoriali che vede una maggiore concentrazione di servizi nel Centro-Nord
a fronte di una presenza ancora poco consolidata, anche se in crescita, nel
Sud.
Nel 2009
il settore ha impiegato circa 2,9 milioni di unità di lavoro standard, pari al
12% del totale dell’intera economia. Poco più di 2 milioni sono operanti nelle
altre attività di sevizi alle imprese, mentre il resto opera nell’informatica e
ricerca e nelle attività immobiliari. Nel corso degli ultimi anni si è avuta una
crescita occupazionale particolarmente forte, mentre lo scorso anno la perdita
di occupati (-1,8%) è stata meno grave da quella registrata a livello nazionale
(-2,6%). Il calo c’è stato
soprattutto soprattutto nelle altre attività di servizio alle imprese.
Per
quanto riguarda il valore aggiunto, il 2009 si è chiuso con un risultato
negativo
(-1,4%), anche se
migliore di quello dell’intera economia (-5,5%).