“La manovra è stata costruita
dal Governo senza condivisione né sulle misure né sull’entità del taglio, riproponendo una situazione di
assenza di coinvolgimento diretto”. E’ quanto si legge in un documento approvato
all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome che
hanno tenuto a Roma una seduta straordinaria. I governatori sottolineano anche
come “sostanzialmente si riducono i margini della riforma del federalismo
fiscale e questo, è un problema gravissimo”. In queste ore tecnici e assessori
sono al lavoro per presentare proposte e suggerimenti che possano far parte di
una sorta di 'contromanovra' da presentare, ma in generale, la richiesta che
viene dai governatori è quella di riequilibrare meglio il carico dei tagli che,
sostengono, grava in maniera troppo pesante sulle Regioni. Anche dai Comuni
arriva la stessa richiesta e il presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, in un
confronto con il ministro Fitto, ha ricordato che il 90 per cento dei tagli
grava sulle autonomie locali: “tagliate i ministri”, ha detto rivolto a Fitto.
Formigoni ha proposto di tagliare i Ministeri indebitati, mentre altri
governatori, soprattutto quelli leghisti chiedono che le penalizzazioni siano
minori se le Regioni si sono mostrate più virtuose, e viceversa. Altri
sostengono invece che si debba tagliare di meno a chi ha mantenuto i conti in
ordine, senza però mettere le Regioni in una sorta di competizione. Tra i settori maggiormente penalizzati,
i trasporti: governatori e assessori sono preoccupati soprattutto per le accise
sul gasolio, di cui sparisce la compartecipazione alle Regioni. Altro fronte
caldo la sanità date le difficoltà che arriverebbero, per la tenuta del
sistema, dall’introduzione del turn over 1 a 5, dal taglio del 50% dei
contratti a tempo determinato e dell’80% delle consulenze.