Torna a crescere la fiducia
dei commercianti. Secondo la rilevazione dell’Isae, a marzo l’indice sale
infatti da 105,2 a 108,7. Rispetto alla rilevazione precedente, recuperano i
giudizi sulle vendite correnti e migliorano le attese su quelle future; in lieve
doscesasono giudicate le giacenze di magazzino. Quanto alle variabili che non
entrano nella definizione di fiducia, si confermano incoraggianti i segnali dal
lato dell’occupazione e nuovo ottimismo emerge dalle aspettative sul volume
degli ordini. Guardando ai prezzi, è data in rallentamento la dinamica
corrente, ma nuove tensioni sembrano delinearsi dalle attese su quella futura.
Il miglioramento della fiducia non è diffuso ad entrambe le tipologie di
vendita: l’indicatore destagionalizzato cresce da 104,2 a 113,3 nella
distribuzione 'moderna', ma scende da 106,2 a 103,1 in quella tradizionale.
Peggiora invece la fiducia nel settore dei servizi di mercato. Il clima di fiducia, al netto dei fattori stagionali, scende a -4 (da 4 di febbraio) in seguito al calo di tutte le sue componenti. Alcune lievi differenze emergono dall’analisi per macrosettori: il clima scende a -7 (da 5) nei servizi alle famiglie e a -10 (da 1) in quelli finanziari; l’indice sale, per contro, a 6 (da 5) nei servizi alle imprese, grazie ad aspettative più favorevoli sugli ordini. A livello territoriale, l’indice scende a 2 (da 15) nel Nord Ovest, a -3 (da -1) al Centro e a -12 (da -8) al Sud; il clima recupera debolmente, invece, nel Nord Est attestandosi a -2 (da -3). Tra le variabili non componenti l’indice, restano stabili su valori negativi sia i giudizi, sia le aspettative sull’occupazione, in un quadro caratterizzato dal riemergere di alcune, lievi, tensioni inflazionistiche.