La riforma europea della
vigilanza finanziaria è ormai legge. Il via libera definitivo è arrivato
dall’assemblea di Strasburgo e le tre nuove autorità europee con poteri di
supervisione su banche, assicurazioni e mercati saranno operative dal gennaio
2011. Mentre, sotto l’egida della Bce, un Comitato sui rischi sistemici
veglierà su tutti i possibili pericoli per la stabilità finanziaria della zona
euro e dell’intera Ue, con la possibilità di lanciare allarme agli Stati
membri. L’Europa sta facendo “grandi passi avanti” sul tema della vigilanza
finanziaria, ha detto il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude
Trichet, mentre il commissario Ue ai servizi finanziari, Michel Barnier, ha
dichiarato che “è la prova che dopo la crisi l’Europa ha reagito”. Barnier non
ha però nascosto che si poteva fare di più, dando maggiori poteri alle nuove
authority. “Il compromesso è buono, ma la Commissione Ue voleva andare oltre”,
ha ricordato il commissario francese, raccogliendo il plauso di tutti i
principali gruppi dell'Europarlamento che per una volta hanno giocato uniti la
partita, per evitare che il Consiglio Ue (dunque i 27 Stati membri)
annacquassero una riforma vitale. “Nessun mercato, nessun prodotto, nessun
operatore sfuggirà più al controllo e alla regolamentazione comunitaria”, ha
ribadito Barnier, indicando le prossime partite da chiudere: hedge fund,
agenzie di rating, derivati, vendite allo scoperto. Senza contare la
legislazione comunitaria di Basilea III (l'accordo sui nuovi requisiti di
capitale delle banche) e il rafforzamento delle multe per chi viola le regole
sui mercati. Intanto nella Ue va avanti anche il lavoro sulla riforma del Patto
di stabilità. Entro fine ottobre, ha assicurato il presidente della Ue, Herman
Van Rompuy, “tutto sarà pronto”, e forse già lunedì saranno presentati i
risultati della task force da lui presieduta e composta da ministri Ecofin e
vertici Bce. Van Rompuy è anche tornato a sottolineare come il taglio dei
deficit e dei debiti pubblici sia necessario per tornare a una vera crescita,
anche dell'occupazione.