Alla fine della sua prima giornata di riunione, il Consiglio europeo di Bruxelles ha approvato all'unanimità un emendamento "limitato" all'articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell'Ue, per consentire la creazione del futuro 'Meccanismo europeo di stabilità' (Esm), ovvero il sistema permanente di risoluzione delle crisi che sostituirà dal giugno 2013 l'attuale Fondo temporaneo di
stabilizzazione dell'Eurozona ('European Financial Stability Facility') da 440 miliardi di euro. Secondo il testo dell'emendamento approvato, "gli Stati membri la cui moneta è l'euro possono stabilire un meccanismo da attivare se è indispensabile per salvaguardare la stabilità dell'Eurozona nel suo insieme. La concessione dell'assistenza finanziaria prevista dal meccanismo sarà soggetta a una stretta condizionalità". I leader dei 16 paesi dell'euro hanno anche approvato una dichiarazione, che farà parte delle conclusioni del Consiglio, in cui si dicono, fra l'altro, "pronti a fare qualsiasi cosa sia richiesta per assicurare la stabilità dell'Eurozona". Sebbene non lo si dica esplicitamente, la frase può essere letta come una dichiarazione di disponibilità ad aumentare, se dovesse essere necessario, le risorse a disposizione dell'attuale Fondo temporaneo (Efsf) da 440 miliardi di euro. Verso la fine della cena dei leader c'è stato anche un breve scambio di opinioni sulla proposta relativa agli eurobond, avanzata recentemente dal presidente dell'eurogruppo, il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, insieme al ministro italiano Giulio Tremonti. E' stato proprio Juncker, secondo fonti comunitarie, a sollevare l'argomento. Gli hanno risposto lacancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente della Commissione José Manuel Barroso: senza respingere in linea di principio l'idea, hanno ribadito che non è questo il momento di discuterla.