Vecchie regole per i vecchi crediti; zero limiti alla compensazione di crediti Iva residui maturati nel 2008 e di quelli trimestrali relativi al 2009; niente attese per ‘uso dei crediti Iva 2009 fino al tetto di 10mila euro annui, compensabili anche prima della presentazione della dichiarazione, anche se il credito complessivo supera tale importo. Sono alcuni dei chiarimenti contenuti nella circolare dell’Agenzia delle Entrate che detta il passo dei nuovi adempimenti in tema di compensazioni Iva in vigore dal primo gennaio di quest’anno, alla luce delle novità introdotte dall’ultimo decreto anticrisi.
Diverso il caso per chi supera
il tetto, che può portare in compensazione il credito solo a partire dal giorno
16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione Iva
annuale o del’istanza trimestrale. L’Agenzia torna così a soffermarsi sugli
accorgimenti normativi messi in campo per la lotta alle compensazioni indebite
in F24 di crediti Iva inesistenti.
In particolare, sul fronte dei
crediti Iva trimestrali la circolare precisa che il rispetto del tetto fissato
a 10mila euro annui deve essere verificato facendo riferimento alla somma degli
importi maturati nei tre trimestri. Inoltre, nel caso in cui il credito Iva
infrannuale compensabile superi la soglia dei 15mila euro, non c’è l‘obbligo di
apporre il visto di conformità sull’istanza trimestrale (modello Iva TR), che
resta comunque fermo per le dichiarazioni da cui emerge il credito.
Gioco d’anticipo per la
dichiarazione Iva, sganciata da Unico: i contribuenti che vogliono portare in
compensazione o chiedere a rimborso il credito Iva risultante dalla
dichiarazione annuale possono accelerare i tempi presentandola in via autonoma,
non all’interno di Unico, dal primo febbraio al 30 settembre. L’obbligo di
agganciare la dichiarazione Iva al modello di dichiarazione unificata resta in
piedi per i soli contribuenti che hanno un saldo Iva a debito. Inoltre,
adempimenti più leggeri per i contribuenti che presentano la dichiarazione
annuale Iva autonomamente entro febbraio. Per loro, infatti, scompare l’obbligo
di presentare la comunicazione dati Iva.