Accordo tra governo, regioni e
parti sociali per rilanciare il contratto di apprendistato con l’obiettivo che
diventi l’ingresso prevalente dei giovani nel mercato del lavoro. A dire sì e'
stata anche la Cgil, cosi’ come aveva fatto lo scorso 17 febbraio sottoscrivendo
le linee guida sulla formazione, nelle quali si inserisce l'intesa. “Un accordo
molto importante - ha commentato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi - che
ha messo anche in guardia da un uso distorto dei tirocini e delle
collaborazioni “va evitato il cannibalismo”. La crisi economica ha portato ad
una drastica riduzione del numero dei contratti di apprendistato passato dai
645.986 del 2008 ai 567.842 del 2009 (-78.144). E poco meno del 20% degli
apprendisti riceve una formazione. Mentre e' ancora alto il numero di giovani,
quasi due milioni, senza lavoro e non inseriti in percorsi educativi e
formativi. L'intesa raggiunta riguarda l'apprendistato 'professionalizzante',
cioè quello che interessa la fascia d'eta' che va da dopo l'obbligo scolastico
fino ai 29 anni. E' transitoria di un anno, in attesa dell'attuazione della
delega sull'apprendistato contenuta nel collegato al lavoro recentemente
approvato in via definitiva dal Parlamento. Per questo adesso si aprirà un
tavolo di confronto per arrivare successivamente ad un'intesa complessiva. A
maggio scorso si era pronunciata la Consulta, bocciando alcune norme in materia
di apprendistato introdotte dalla legge nel 2008. Norme che permettevano alla
contrattazione collettiva di regolare del tutto la formazione per adempiere
agli obblighi formativi previsti e che sono state impugnate da alcune Regioni,
che sostenevano una lesione delle proprie competenze. L'intesa, quindi,
contribuisce a restituire un quadro di certezze. “Si vuole - ha spiegato Sacconi
- rilanciare lo strumento per dare davvero un contenuto formativo che sia
garantito dalle Regioni o, in sussidiarietà, dalle parti sociali con loro
iniziative, e gli enti bilaterali”.