Le confederazioni delle Pmi valutano positivamente il ddl
lavoro, soprattutto le norme che riformano la tematica delle controversie,
finalizzata all’obiettivo di avere “una giustizia del lavoro rapida e certa”.
Così Confcommercio, Cna, Confartigianato, Confesercenti e Casartigiani
nell'audizione congiunta in XI Commissione Lavoro a Montecitorio confermano il
loro giudizio sul disegno di legge Delega al Governo in materia di lavori
usuranti e di riorganizzazione di enti, misure contro il lavoro sommerso e norme
in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro, dopo il rinvio alle
Camere il 31 marzo scorso da parte del Quirinale. “Il collegato lavoro -
spiegano le confederazioni - interviene in maniera incisiva sulla disciplina
dei rapporti di lavoro, riformando significativamente numerose norme e istituti
del diritto del lavoro. Nelle audizioni svoltesi in passato sul provvedimento,
nel corso del suo iter, pur con alcune osservazioni critiche indirizzate a
specifici aspetti (in particolare, sull'esclusione dei lavoratori autonomi
dall'ambito di applicazione della delega sui lavori usuranti), abbiamo tuttavia
positivamente valutato il respiro riformatore delle norme. In particolare, è
stato espresso apprezzamento per l’obiettivo di riformare la tematica delle
controversie di lavoro”. “Infatti, l’obiettivo da tutti condiviso è che occorre
alleggerire il contenzioso del lavoro, per avere una giustizia del lavoro
rapida e certa”, continuano Confcommercio, Cna, Confartigianato, Confesercenti
e Casartigiani. Le confederazioni dell'artigianato e del commercio, “il mondo
delle imprese, e in particolare quello delle piccole e medie imprese, vede con
grande favore ogni novità legislativa finalizzata ad alleggerire i tempi del
contenzioso del lavoro, tempi che, tra l'altro, determinano insopportabili
costi aggiuntivi soprattutto a danno proprio delle piccole e medie imprese. In
questo senso, l'utilizzo dello strumento dell'arbitrato, debitamente riformato,
può contribuire notevolmente alla deflazione della enorme mole di procedimenti.
Si tratta, del resto, di introdurre nel nostro Paese un sistema di tutele
parallele dei diritti nel mondo del lavoro, attraverso una giustizia non
togata, come accade negli altri Paesi Occidentali più avanzati”. “In
conclusione proprio perché i lunghi tempi della giustizia italiana incidono sui
fattori di competitività del Paese e sui diritti dei lavoratori - affermano le
confederazioni delle Pmi - riteniamo che lo strumento dell'arbitrato abbia una
sua utilità intrinseca in termini di possibile riduzione della durata del
contenzioso”.