“L’andamento del commercio
mondiale, che gli organismi internazionali prevedono in crescita più sostenuta
rispetto a quello ipotizzato nello scenario presentato nel Bollettino economico
dello scorso gennaio, sospingerebbe la crescita dell'economia italiana nel
biennio 2010-11 all’1% in entrambi gli anni”. E' quanto si legge nel Bollettino di Bankitalia che in
precedenza prevedeva per quest'anno una crescita dello 0,7% e dell'1% nel 2011.
“Nella seconda parte del 2010 l'esaurirsi delle misure di stimolo fiscale e nel
2011 gli effetti restrittivi del piano di risanamento dei conti pubblici
disposto dal Governo determinerebbero un rallentamento dell’attività produttiva
rispetto al primo semestre di quest'anno”. “La ripresa dell’attività economica
non è stata sufficiente a invertire la dinamica dell'occupazione, che nel primo
trimestre ha tuttavia smesso di ridursi”. “Secondo dati provvisori, nel secondo
trimestre non sarebbe significativamente migliorata. Il tasso di
disoccupazione, al netto dei fattori stagionali, è all’8,7%, le ore di cassa
integrazione sono lievemente diminuite”. Secondo Bankitalia, “ci sono ancora
margini di incertezza sulla ripresa internazionale e permangono ampi. Lo stesso
vale per l'Italia”. “Questi margini di incertezza – prosegue il bollettino - si
registrano in due direzioni: le economie emergenti potrebbero ulteriormente
accelerare, ma un loro surriscaldamento innescherebbe politiche restrittive;
nelle economie avanzate sarà cruciale la solidità delle componenti interne
della domanda una volta che si saranno esaurite le misure di stimolo introdotte
dai governi all’inizio della crisi. Corrispondenti incertezze circondano lo
scenario per l'economia italiana”. “Con la manovra approvata dal Senato e
inviata alla Camera – si legge nel bollettino - l'Italia ha confermato i suoi
obiettivi per i conti pubblici”. “In presenza di forti turbolenze sul mercato
dei titoli di Stato di alcuni paesi dell'area - spiega via Nazionale - il
Governo ha anticipato le misure di correzione dei conti pubblici italiani per
assicurare il rispetto degli obiettivi fissati. Esse mirano a ridurre
l'indebitamento netto di circa 12 miliardi nel 2011 e di 25 l'anno nel 2012-13
rispetto ai valori tendenziali”. “L’inflazione sui dodici mesi, dopo un rialzo
all'inizio del 2010 indotto dalla componente energetica, si e' stabilizzata
intorno all'1,5 per cento, anche nella definizione al netto delle componenti
più volatili; viene contenuta dalla perdurante debolezza dei consumi delle
famiglie; in giugno è scesa all'1,3%. Dall'inizio dell'anno la crescita
tendenziale dei prezzi dei beni non alimentari e non energetici si e' mantenuta
poco sotto l'1 per cento; quella dei servizi e' rimasta su livelli storicamente
molto bassi. Sulla base dell'indice armonizzato tra i paesi dell'area
dell'euro, il differenziale di inflazione dell'Italia nei confronti della media
dell'area si e' annullato a partire da marzo; nello scorso biennio era
risultato pressoché sempre positivo”.