“Nessun ritocco al costo del denaro: gli attuali tassi di
interesse sono adeguati”. Il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, dopo la
decisione presa dall’Istituto di Francoforte di lasciare invariato il costo del
denaro all’1%, torna a ripetersi e a proposito dell’economia dell’area euro
prevede che crescerà, ma a un passo moderato nel 2010. A fine 2009 l'attività
economica ha continuato a espandersi, anche se il “processo di ripresa sarà
irregolare e soggetto a incertezze”. Alcuni dei fattori che supportano la
crescita del Pil reale sono infatti di natura temporanea. Il presidente della
Bce ha spiegato che “abbiamo di fronte a noi un periodo che fortunatamente
presenta dati in positivo, ma che e' irregolare”. Guardando oltre, “ci
aspettiamo che l'inflazione resti moderata”, con prezzi, costi e salari in
linea con la bassa ripresa della domanda. In questo ambito, ha aggiunto il
numero no dell'Eurotower, è importante che le aspettative di inflazione nel
medio e lungo termine restino ancorate all'obiettivo di mantenere l’aumento del
costo della vita al di sotto o vicina al 2%. Invece la disoccupazione nell'area
euro salirà ancora, rallentando i consumi. Il presidente della Bce si è anche
soffermato sulla nota dolente della Grecia, definnendo l'espulsione del Paese
dall’Eurozona “un’ipotesi assurda”. Il peso del Pil greco è pari al 2,5%-3% di
quello dell’Eurozona e dunque “bisogna mettere le cose nella giusta
prospettiva”. I piani della Grecia per rientrare dal deficit eccessivo saranno
esaminati “molto attentamente”. D’altra parte la Grecia, come altri Paesi
dell'euro in difficoltà sul fronte dei conti pubblici, “deve raddrizzare la
situazione e deve farlo nel suo stesso interesse”. Anche per questo, comunque,
i governi di Eurolandia dovrebbero “rinviare al medio e lungo termine qualsiasi
ipotesi di taglio delle tasse, attendendo il momento in cui ci sarà lo spazio
di manovra che oggi non c’e’”.