E’ caccia all’uomo che ha ucciso
il benzinaio Angelo Canavesi durante un tentativo di rapina a Gorla Minore, nel
Varesotto. Le indagini condotte dai carabinieri di Saronno proseguono anche
grazie a un nuovo testimone, oltre alla donna che ha assistito alla scena. Si
tratta di un passante che avrebbe visto la fuga dell'aggressore, descritto come
un uomo robusto e alto circa un metro e ottanta centimetri. Proprio grazie ai
testimoni gli investigatori, coordinati dal pm di Busto Arsizio Roberto Pirro,
stanno cercando di ricostruire un identikit dell'assassino, che potrebbe
nascondersi fra i pregiudicati della zona. E proprio nella zona sembra che si
siano concentrate le indagini, e alcune persone sono state interrogate dai
carabinieri, anche se per ora non c’è nessun iscritto nel registro degli
indagati. Probabilmente il rapinatore conosceva le abitudini del benzinaio, che
ogni lunedì mattina prelevava l’incasso dal distributore self service. Un
sospetto che hanno anche i familiari della vittima: “Sono convinta che Angelo
ha riconosciuto l'aggressore, che per questo gli ha sparato”, ha spiegato la
moglie Angela. “Ci diceva sempre di consegnare tutto il denaro in caso di
rapina - ha raccontato - e di non rischiare la pelle per pochi spiccioli”.
“Vogliamo solo che sia fatta giustizia - ha spiegato la moglie – perché non è
possibile morire così. Mio marito era un uomo pieno di vita, amava i suoi figli
e il suo nipotino, che era la luce dei suoi occhi”. Altri elementi potrebbero
arrivare dalle riprese delle telecamere della videosorveglianza nel comune di
Malnate e sulle strade vicine, al vaglio degli inquirenti. Il rapinatore
potrebbe aver agito con l'appoggio di un complice, che avrebbe favorito la
fuga. Le eventuali tracce biologiche lasciate dal rapinatore nell'auto del
benzinaio, che l'uomo ha abbandonato a Olgiate Olona, potrebbero contribuire a
dare un volto al responsabile dell'omicidio.