In una seduta da dimenticare per le borse internazionali
Piazza Affari lascia sul terreno oltre quattro punti percentuali zavorrata dai
titoli bancari, che hanno un peso rilevante nell’indice italiano.
Complessivamente i mercati europei hanno bruciato 145 miliardi. A dettare il
tono della seduta sui mercati europei sono stati i rinnovati timori sulla
liquidità in vista della scadenza di rifinanziamento di giovedì - quando le
banche dovranno ripagare 442 miliardi di euro alla Banca centrale europea - a
cui si e' aggiunto il nervosismo per gli scioperi in Grecia e Spagna, segnale
di resistenza alle misure di austerità decise dai governi. Wall Street ha poi
reagito ai dati che hanno evidenziato una brusca flessione della fiducia dei
consumatori a giugno per le preoccupazioni sul mercato del lavoro, trascinando
ulteriormente in rosso anche l'azionario del vecchio continente, con vendite
diffuse su tutti i settori. L’indice Ftese Mib chiude in calo del 4,44%, Volumi
nel finale per un controvalore intorno a 2,7 miliardi di euro. La giornata era
cominciata con segnali negativi. La Borsa cinese e' scesa del 4%, ai minimi da
14 mesi, soprattutto a causa dell'offerta pubblica della Agricultural Bank of
China, per sottoscrivere la quale gli operatori hanno venduto gli altri titoli
finanziari evidenziando in questo modo, secondo gli esperti, la scarsa
liquidità del mercato in questa fase. Pesante anche Tokyo, con il Nikkei a
-1,27%. In Giappone sono stati diffusi i dati sulla produzione industriale,
scesa in maggio dello 0,1% (ma e' +20,3% rispetto a un anno prima) e sulla
disoccupazione, aumentata al 5,2% sempre in maggio (+0,1, mentre gli analisti
si attendevano una analoga riduzione). Le piazze europee affondano per effetto
dei finanziari, colpiti dai timori sulla capacita' di finanziamento della zona
euro, e delle materie prime, alle quali si aggiunge la zavorra di British
Petroleum per la notizia che la tempesta Alex rallenterà le operazioni di
contenimento della fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico. “Ci sono ancora
timori che la crescita si blocchi di colpo e che i problemi legati al debito
sovrano siano più alti di quanto pensiamo”, ha detto David Buik, senior partner
di Bgc Partners. A pesare sulle materie prime, il cui paniere registra una
flesisone del 3,3%, sono il significativo calo del prezzo del greggio sotto
quota 77 dollari al barile e del rame. Il pesante calo di Wall Street, con il
Dow Jones che scende di oltre il 2,5% ed è sceso sotto la soglia psicologica
dei 10.000 punti, fa accelerare le perdite dei listini europei, la maggior
parte dei quali scende fra il 3 e il 4%, con le banche che scendono a rotta di
collo (il 6,7% Intesa, intorno al 5 Unicredit, Popolare Milano e Ubi Banca),
insieme a Fiat che perde oltre il 5,5%.Negli Stati Uniti il denaro rifluisce
dalla Borsa e cerca rifugio nei titoli di Stato: il rendimento del bond a 10
anni è sceso sotto il 3%. Il tono già molto negativo del mercato, causato dai
timori per la crescita globale, e' stato ulteriormente peggiorato dal dato
sulla fiducia dei consumatori diffuso dal Conference Board. L’indice è crollato
a giugno di quasi 10 punti, a 52,9 dai 62,7 di maggio. Gli analisti si
aspettavano solo un calo modesto.