“Fipe si è sempre
detta contraria all’idea di costruire nuovi casinò senza un progetto che
analizzi i fabbisogni reali e la fattibilità del progetto”. La Federazione dei
pubblici esercizi torna a “bocciare” l’idea avanzata dal ministro del Turismo,
Michela Vittoria Brambilla, spiegando che la nascita di nuove case da gioco
porterà più danni che benefici. E considerata la crisi globale da cui il
settore sta faticosamente cercando di riprendersi non servirà a stimolare la
domanda turistica, né porterà contributi consistenti nelle casse dello Stato.
Fipe ricorda inoltre che il mondo dei casinò sta vivendo un momento di grande
difficoltà a livello mondiale e per questo sembra ancora più assurda l’idea di
poter fare cassa da un settore in piena crisi.
“Mentre nel resto del mondo – fa
notare Fipe – i casinò negli hotel stanno chiudendo e per funzionare devono
essere inseriti in contesti fortemente strutturati, in Italia si sta pensando a
un modello antiquato e diseducativo che alimenta comportamenti che spesso portano
alla rovina persone e famiglie”. Secondo il centro studi Fipe, i casinò potrebbero generare
al massimo lo 0,5% in più delle presenze all’anno. Inoltre, il comportamento di
consumo dei giocatori/turisti è poco o per nulla assimilabile a quello dei turisti
tout court. Essi utilizzano il sistema dei servizi turistici solo marginalmente
e, dunque, non generano effetti positivi diretti sull’economia territoriale.
“Il turismo in Italia – conclude Fipe – ha bisogno di
altre promozioni. Mancano le infrastrutture, manca un progetto vero di
destagionalizzazione. Manca soprattutto un sistema integrato di servizi
pubblici e privati. A questo genere di progetti, su cui il ministro sembrava
puntare, la Federazione è sempre stata pronta a collaborare e darà sempre il massimo
sostegno”.