Via libera di Bruxelles alla
stretta sui debiti pubblici più elevati e al rafforzamento delle sanzioni per i
Paesi non virtuosi sul fronte delle finanze pubbliche e della competitività. La
Commissione Ue ha infatti adottato un pacchetto di proposte legislative che di
fatto riscrive il Patto europeo di stabilità e di crescita, con l’obiettivo di
aumentare la sorveglianza sulle politiche economiche e di bilancio degli Stati
membri, comprese le riforme strutturali. Per l'esecutivo di tratta di una
“riforma profonda” che “rompe con la prassi del passato, tipicamente basata su
un atteggiamento di compiacenza”. “La parte preventiva del patto di stabilità e
di crescita – ha spiegato la Commissione Ue in una nota - mira ad assicurare
che gli Stati membri attuino politiche di bilancio prudenti nei periodi di
congiuntura favorevole al fine di costituire le necessarie riserve per i
periodi sfavorevoli”. In ques’ottica vanno visti sia il più stretto
monitoraggio sui debiti pubblici, che non potranno superare il 60% e “saranno
trattati alla stessa stregua dei deficit ai fini dell'apertura di procedure di
infrazione”, sia il giro di vite sulle sanzioni per i Paesi inadempienti, che
saranno “semi-automatiche” (cioè potranno essere bocciate solo da una
maggioranza qualificata del Consiglio Ue) e introdotte anche in fase
preventiva. Ci sarà infatti l'obbligo di costituire un deposito fruttifero in
cui versare lo 0,2% del Pil per i Paesi che ''deviano da una politica di
bilancio prudente”. Deposito che diventerà “non fruttifero” se lo Stato entra
in procedura di deficit eccessivo, e che si trasformera' in ''ammenda'' in caso
di mancata correzione del disavanzo. Previste sanzioni anche per i Paesi che
non migliorano la propria competitività provocando rischiosi squilibri macroeconomici
all'interno della zona euro. La proposta varata dall’esecutivo europeo - che si
aggiunge a quella recente del “semestre europeo” per coordinare le finanziare
dei vari Paesi - ora approderà sul tavolo dei ministri finanziari e dei
banchieri centrali dei 27 Paesi della Ue, che si ritroveranno domani e
dopodomani a Bruxelles per il semestrale appuntamento dell’Ecofin informale.
L'auspicio di Bruxelles è di rendere operativa la nuova struttura del Patto di
stabilità e di crescita entro l'estate del 2011, con un'approvazione che sia il
più rapida possibile da parte del Consiglio Ue e del Parlamento europeo. “Le
proposte presentate oggi - sottolinea quindi Bruxelles - evidenziano la forte
volontà della Commissione di procedere con impegno sulla strada delle necessarie
riforme”. “Tutte le riforme - si spiega inoltre - sono compatibili con il
vigente trattato di Lisbona e dovrebbero assicurare all'Ue e all'area dell'euro
un coordinamento più efficace in materia di politica economica”.