I capi di Stato e di governo dell’Ue, riuniti nel
Consiglio europeo a Bruxelles, hanno deciso di rafforzare la disciplina di
bilancio degli Stati membri e coordinare meglio le proprie politiche
economiche, di mandare avanti a tappe forzate le riforme in corso del sistema
finanziario, di imporre alle banche una tassa contro i rischi sistemici in
ciascun paese (ad eccezione della Repubblica ceca, che si è riservata il
diritto di non farlo), e di rendere pubblici i risultati dei cosiddetti “stress
test” delle banche stesse, per convincere i mercati della loro affidabilità e
capacità di resistenza alle crisi. Se molte di queste decisioni erano
ampiamente annunciate, non erano scontati gli ultimi punti sulle tasse e la
trasparenza delle banche, né l'accoglimento della richiesta italiana di
prendere in considerazione - nel contesto della sorveglianza multilaterale sui
conti pubblici - non più solo il debito pubblico degli Stati, ma anche quello
dei privati e delle società commerciali e finanziarie. Alla fine, sebbene con
una formula implicita che fa riferimento alla sostenibilità complessiva le
conclusioni del vertice hanno integrato le tesi italiane. Questa decisione
permetterà all'Italia (che ha un livello basso di debito privato) di compensare
almeno parzialmente il suo altissimo debito pubblico, quando saranno esaminati
i bilanci dei Ventisette nell’ambito del nuovo e più rigoroso Patto. di
stabilità, che comincerà ad essere applicato già dall'inizio del 2011. Oltre
alla nuova considerazione del debito fra gli altri orientamenti che i leader
dei Ventisette hanno assunto per rafforzare il Patto di stabilità c'è
innanzitutto il giro di vite nel sistema delle sanzioni, sia in fase
'preventiva' che 'correttiva', per gli Stati membri che violano le regole, ma
senza arrivare alla sospensione del diritto di voto, per la quale sarebbe
richiesta una modifica dei Trattati Ue. In secondo luogo, è stata accettata
l'introduzione di un nuovo esame 'preventivo' fra pari dei bilanci degli Stati
membri, durante il cosiddetto semestre europeo ogni anno in primavera, prima
dell'approvazione nei rispettivi parlamenti nazionali. Inoltre, è stata
riaffermata la necessità di migliorare la qualità dei dati statistici e
l'indipendenza "piena" degli istituti che li raccolgono ed elaborano.
Quanto alla 'governance' economica, sarà sviluppato uno 'scoreboard' (tabella
di riferimento) per valutare la competitività e per consentire l'individuazione
precoce di eventuali "tenedenze insostenibili o pericolose"
nell'economia dei diversi paesi membri. La 'Task Force' di Van Rompuy (che
dovrà consegnare il suo rapporto finale a ottobre) e la Commissione europea
sono state invitate a rendere rapidamente operativi tutti questi orientamenti.
José Manuel Barroso, capo dell'Esecutivo comunitario, ha promesso di presentare
le proprie proposte il 30 giugno.
Il Consiglio europeo ha sollecitato poi il completamento
urgente delle riforme necessarie per risanare e stabilizzare il sistema
finanziario europeo. Oltre alla decisione di rendere pubblici, entro la seconda
metà di luglio, gli “stress test” delle banche, i leader dei Ventisette
chiedono che le nuove Autorità di supervisione europea entrino in funzione
dall'inizio del 2011 (l'iter decisionale della legislazione che le stabilirà è
ancora in corso), sollecitano un accordo entro l'estate sulle nuove norme
relative al controllo dei gestori dei fondi alternativi (“hedge fund” e
“private equità”), e si attendono un “rapido esame” delle proposte della
Commissione sulla supervisione delle agenzie di rating. Infine, oltre
all'intesa per una tassa sulle banche per contribuire al costo della crisi, i
Ventisette si sono accordati per promuovere una tassa mondiale sulle
transazioni finanziarie al prossimo vertice del G20 a Toronto, in Canada.