Mercati europei nel panico
sulle preoccupazioni per la tenuta del sistema finanziario e dei conti pubblici
di Spagna e Portogallo. Le borse del Vecchio Continente hanno mandato in fumo
150 miliardi di capitalizzazioni, in base all'indice Eurostoxx 600 che ha
lasciato sul terreno oltre il 3%. I timori per il deficit di bilancio di questi
due Paesi hanno lasciato il segno non solo sui mercati azionari ma anche su
quello dei cambi, dove l'euro è scivolato sotto la soglia di 1,38 dollari,
toccando i minimi sul biglietto verde da circa otto mesi a questa parte. Per la
moneta unica si tratta della quotazione più bassa nei confronti del dollaro dal
16 giugno scorso. Dall’inizio dell'anno l'euro ha perso il 3,5% sulla divisa
statunitense. Per le Borse del Vecchio Continente (DJ Stoxx 600 -2,69%) si
tratta del peggior calo degli ultimi due mesi e per Madrid e Lisbona il record
degli ultimi quattordici mesi, nonostante le rassicurazioni del ministro
dell'Economia Elena Salgado, che ha sottolineato come la situazione dell’economia
spagnola non abbia nulla a che vedere con quella della Grecia. “La crisi
spagnola è molto forte”, ha detto il numero uno del Fmi Dominique Strauss-Kahn,
notando che il mercato immobiliare spagnolo si e' avvitato in un modo che
ricorda da vicino il caso Usa. “La Spagna deve fare un grosso sforzo - ha
aggiunto Strauss Kahn - nessuno può emergere dalla crisi senza pagare un
costo”. Dopo aver approvato, con riserva, il piano anti-deficit della Grecia,
il commissario Ue agli Affari monetari, Joaquin Almunia, ha messo sullo stesso
piano Spagna, Grecia e Portogallo, irritando Madrid. “Alcuni membri dell'area
euro - ha detto Almunia - pur da diversi punti di partenza, con differenti
caratteristiche e con squilibri di entità non uguali, condividono problemi
comuni”.