“Abbiamo iniziato l'indagine
sulla filiera della pasta. Abbiamo chiesto dei dati e continueremo il
confronto”. Questo il primo commento di Roberto Sambuco, “Misterprezzi”, al
termine dell’incontro con i pastai convocati al ministero dello Sviluppo economico
sull’andamento dei prezzi della pasta. “Sulla base dell’indice Istat dei prezzi
al consumo per l’intera collettività nazionale, la dinamica su base annua sul
prezzo al consumo della pasta di semola di grano duro è in flessione - si legge
in una nota del Garante per la sorveglianza dei prezzi - a partire dal mese di
luglio 2009, e' divenuta inferiore a quella dei beni alimentari e delle bevande
analcoliche. Inoltre, a partire dallo stesso mese si registra una riduzione su
base annua dei prezzi al consumo di questo prodotto”. A dicembre del 2009, il
prezzo della pasta scende rispetto all'anno precedente del 5%, mentre i prezzi
dei beni alimentari salgono dello 0,4%. Secondo i dati delle quotazioni
all'origine del grano duro e all'ingrosso della semola di frumento duro di
fonte Ismea e dei prezzi al consumo di fonte Istat, un chilo di pasta ha
registrato un ribasso a novembre 2009 del 5,7% su base annua, a fronte di una
diminuzione della materia prima, il frumento duro, del 22,7% e della semola di
grano duro del 18,9%. “L'analisi dei prezzi medi in alcune città capoluogo -
spiega in una nota Misterprezzi - evidenzia che la fine dello shock delle
materie prime ha determinato una sensibile riduzione del prezzo medio della
pasta semola di grano duro tra il 2008 ed il 2009. I livelli attuali sono però
fermi intorno a valori sensibilmente superiori a quelli del 2007 e del 2006”.
“Tra novembre 2008 e novembre 2009 - spiega il Garante per la sorveglianza dei
prezzi - il prezzo medio della pasta di semola è in flessione in tutte le città
osservate: le riduzioni più significative sono quelle di Palermo (-0,19 euro),
Milano (-0,11 euro) e Bari (-0,10 euro). Rispetto allo stesso mese del 2006, i
prezzi medi sono significativamente cresciuti in tutte le piazze: i più elevati
incrementi hanno interessato Roma (+0,59 euro), Milano (+0,52 euro) e Torino
(+0,50 euro)”.