In Italia è ora in atto una
ripresa “modesta e fragile basata sulla domanda esterna”. Questo il giudizio
degli ispettori del Fondo Monetario internazionale nel corso della conferenza
stampa al termine della missione alla presenza del ministro dell'Economia
Giulio Tremonti. Gli economisti
del Fmi, hanno sottolineato che per il futuro “sarà essenziale mantenere la
disciplina fiscale, ridurre il peso del debito pubblico e fare riforme
strutturali che aumentino il potenziale di crescita dell'economia”. “Ma tale
ripresa - hanno avvertito - non è ancora completamente affermata e molto
dipende da cosa succederà in Europa e in particolare in Germania”. “E’
importante contenere la spesa pubblica, anche se un buon lavoro durante la
crisi è stato fatto, ma è molto importante ridurre il debito pubblico. Inoltre
saranno molto importanti le riforme strutturali che aumenteranno il potenziale
di crescita dell'economia italiana”. Nel documento consegnato a Tremonti al
termine della missione del Fondo si legge in particolare che la “lenta ripresa
dei principali partner commerciali italiani e il significativo gap di
competitività limiteranno la crescita dell’export; l'aumento delle sofferenze e
la necessità di rafforzare il capitale delle banche ridurrà l'offerta di
credito; l'aumento della disoccupazione minerà i consumi privati; e gli
investimenti saranno limitati a causa dei vincoli finanziari, del basso
utilizzo dei fattori produttivi e della diminuzione della produttività”. “Anche
se i peggiori effetti della crisi sono passati – hanno avvertito ancora gli
economisti di Washington - restano alcune vulnerabilità chiave”. E in
particolare, si legge, “l’elevato livello di debito e l’insoddisfacente
performance di crescita potrebbe rendere l'Italia vulnerabile a shock esterni”.