Effetto domino sui mercati europei per i timori legati al piano di salvataggio della Grecia e a un eventuale contagio degli altri Paesi, in particolare la Spagna. Nonostante le parole rassicuranti del premier Zapatero sullo stato di salute dell’economia iberica, le Borse del Vecchio Continente sono andate al tappeto, bruciando oltre 140 miliardi di capitalizzazione e azzerando i guadagni messi a segno da inizio anno. Atene ha perso il 7,3% e Madrid il 5,4 per cento. Male anche Lisbona (- 4,2%) e Dublino (- 4,1%). Milano ha perso il 4,7% riportandosi sui minimi di fine luglio 2009, mentre Londra ha chiuso con un -2,56%, al fianco di Parigi (- 3,64%) e Francoforte (-2,60%).
Intanto ad Atene migliaia di
greci hanno manifestato contro i pesanti tagli a salari e pensioni, e oggi la
protesta sfocerà in uno sciopero generale che paralizzerà il Paese e sfiderà la
determinazione del governo di Giorgio Papandreou di portare a buon fine il
piano da 30 miliardi di euro. Le manifestazioni, a cui hanno partecipato dipendenti
pubblici, pensionati, insegnanti e studenti, culminate davanti al Parlamento
con slogan contro il governo, la Ue e il Fmi, sono state organizzate dal
sindacato dei dipendenti pubblici Adedy che ha proclamato un’astensione dal
lavoro di 48 ore, cui ha aderito anche il sindacato comunista Pame. Oggi la
protesta si trasformerà in sciopero generale, il terzo dalla crisi, perché vi
aderiranno anche i lavoratori del settore privato, provocando un black out
informativo, paralizzando aerei, treni e trasporti urbani, con scuole,
ospedali, banche e uffici pubblici chiusi. E per la prima volta incroceranno le
braccia alcune ore anche i dipendenti del Parlamento.