La Commissione Ue prende atto
del semi fallimento del Patto europeo di stabilità e di crescita ed è pronta a
riscriverne le regole, invitando i Paesi dell’euro ad “andare oltre
l’emergenza” e a rafforzare il coordinamento delle politiche economiche e di bilancio.
Accettando anche una vigilanza preventiva della Ue su manovre finanziarie e
riforme strutturali. “Se i governi non si decidono a rafforzare l’unione
economica, tanto vale dimenticarsi di quella monetaria”, è stata la
provocazione del presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, nel
presentare la proposta di Bruxelles, che prevede anche sanzioni più dure ed
immediate per chi viola il Patto. “Bisogna agire adesso”, ha sottolineato
Barroso. La speranza è che la riforma del Patto venga varata entro la fine
dell’anno per essere operativa già nel 2011.
Nel mirino ci sono soprattutto “gli elevati livelli di debito pubblico che - si legge nel documento della Commissione Ue - non possono essere prolungati a tempo indefinito”. Perché i recenti eventi - si sottolinea - hanno messo in luce non solo la vulnerabilità degli Stati membri che devono sostenere il peso di debiti molto elevati, ma anche le potenziali ripercussioni negative” che ciò può avere su tutta la zona euro. Il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, e' stato chiaro: “se un Paese ha un livello di debito al 100%, o addirittura superiore, diventa fondamentale non solo riportare il deficit sotto il 3%, ma ridurlo in maniera tale da garantire una sufficiente discesa del debito”. L’Italia - che insieme alla Grecia è il Paese con un debito sopra il 100% - è avvertita. Ma anche i tanti Paesi dell’Eurozona che attualmente sforano il parametro del 60%, comprese Francia e Germania. Vediamo nel dettaglio le novità in arrivo.
ARRIVA PROCEDURA PER DEBITO
ECCESSIVO. In pratica, secondo
quanto si legge nella proposta, “gli Stati membri con un rapporto debito-Pil
oltre il 60% dovranno essere sottoposti a procedura di infrazione” se le
correzioni apportate non saranno giudicate “appropriate”. La Commissione Ue
dovrà quindi valutare se il livello di deficit, pur essendo sotto il 3%, “è
coerente con un costante e sostanziale declino del debito pubblico”. In maniera
simmetrica, per i Paesi già nel mirino Ue per deficit eccessivo “L’abrogazione
della procedura dovrà essere condizionata a una valutazione sugli sviluppi
previsti sul fronte del debito”, se questo supera il 60%.
VIGILANZA PRERVENTIVA SU MANOVRE
E RIFORME. E’ il cuore della riforma. Si propone di introdurre dal 2011, un
'Semestre europeo' nel corso del quale “coordinare e sincronizzare” le
politiche economiche e di bilancio. In pratica, a inizio anno l’Ecofin - sulla
base della situazione economica e di bilancio complessiva - detta le linee
guida strategiche da seguire per preparare le Finanziarie e le eventuali
riforme strutturali.
Raccomandazioni saranno quindi
inviate ai governi quando le misure sono ancora “in fase preparatoria”.
STRETTO MONITORAGGIO DIFFERENZE.
L’obiettivo è quello di evitare che gli squilibri macroeconomici si allarghino,
mettendo a rischio la tenuta della zona euro. Per questo si propone la messa a
punto di indicatori per misurare le differenze da Paese a Paese sul fronte
della competitività, delle esposizioni all’estero, dell’inflazione, del costo
del lavoro, del debito privato. Fissando così delle “soglie di allerta” in
grado di far scattare rapidamente l’allarme.
SANZIONI PIU’ EFFICACI PER I NON
VIRTUOSI. Si va dal versamento di un 'deposito cauzionale' nelle casse Ue alla
sospensione dei fondi strutturali e di coesione, in caso di ripetute violazioni
del Patto. Per Bruxelles le risorse comunitarie devono essere utilizzate come
'incentivi' per sostenere gli sforzi dei Paesi impegnati nel risanamento. Ma
“in caso di politiche di bilancio inadeguate”, la Ue può decidere come un Paese
deve spendere le risorse comunitarie.
TESORETTO ANTI-RECESSIONE.
L’idea è di incentivare gli Stati che generano surplus ad accumulare delle
riserve quando la congiuntura economica è positiva. Riserve da utilizzare poi
in tempi di recessione, senza che si incorra nell’apertura di una procedura di
infrazione per deficit eccessivo.
FONDO PERMANENTE ANTI-CRISI. Infine, per la Commissione Ue è necessaria la creazione di un “robusto meccanismo permanente di risoluzione delle crisi” che possa fornire nel medio e lungo termine sostegno finanziario ai Paesi della zona euro in difficoltà. Un sostegno che nella proposta di Bruxelles deve assumere la forma di prestiti. Prestiti concessi ad un tasso di interesse tale e legati a condizioni così rigorose da scoraggiare i governi che vogliono farvi ricorso.