Secondo i dati Istat, ad agosto
l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è rimasto invariato rispetto al
mese precedente ed è aumentato dello 2,2% rispetto ad agosto 2009; la crescita
registrata nel periodo gennaio-agosto 2010, rispetto al corrispondente periodo
dell'anno precedente, è del 2,3%. “L’indice – si legge nella nota dell’Istat -
non è cambiato a causa del numero molto basso di adeguamenti contrattuali. Si
registra, infatti, solo l'applicazione degli aumenti relativi al rinnovo del
secondo biennio per i dipendenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.
“Nel mese di agosto a fronte di una variazione tendenziale media delle
retribuzioni orarie contrattuali di +2,2%, i settori che presentano gli
incrementi più elevati sono alimentari, bevande e tabacco (5,2%),
telecomunicazioni (4,5%) e commercio (3,9%). Gli incrementi minori si
osservano, invece, per trasporti, servizi postali e attività connesse (0,3%),
forze dell’ordine (0,5%), pubblici esercizi e alberghi, ministeri, scuola,
militari-difesa, attività dei vigili del fuoco (in tutti i casi l'aumento e'
stato dello 0,6%). Ad agosto, nella pubblica amministrazione, è stato recepito
l’accordo per i dipendenti dei conservatori relativo al biennio 2008-2009 e
pertanto già scaduto. Alla fine di agosto è anche terminata la validità
economica dell'accordo riguardante i lavoratori del vetro. Alla fine di agosto
risultano in vigore 36 contratti, che regolano il trattamento economico di
circa 8,3 milioni di dipendenti; a essi corrisponde un'incidenza in termini di
monte retributivo pari al 60,4%. Sono, invece, in attesa di rinnovo 42 accordi,
relativi a circa 4,8 milioni di dipendenti e al 39,6% del monte retributivo
totale”.