Intervistato da Maurizio Belpietro a Mattino Cinque, il
presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha sottolineato che “gli incentivi
certamente sono importanti, tutto ciò che può stimolare i consumi deve essere
visto sempre positivamente. Però, pur considerando i vincoli della finanza
pubblica, occorrerebbero più risorse. Non possiamo dimenticare che la domanda
per consumi vale circa il 60% del Pil e sostenerla sarebbe un po' il modo per
assicurare nel 2010 una più robusta ripresa della nostra economia”. Sangalli
poi ha analizzato la situazione economica generale sottolineando l’importanza
di una riforma del sistema fiscale: “Il vero problema - ha detto Sangalli - è
fare in modo che questi timidi segnali di ripresa vengano accelerati e
irrobustiti. Per fare questo bisogna mettere in campo delle risorse e
certamente l'economia dei servizi che noi rappresentiamo può dare un valido
contributo”. “Queste risorse devono essere coltivate non solo attraverso una
buona politica, ma anche attraverso delle riforme, e non c’è dubbio che quella
che riteniamo più importante riguarda il sistema fiscale, con due obbiettivi
fondamentali: un fisco più semplice e, incrociandosi al federalismo fiscale, la
riduzione della pressione tributaria”. Altro tema “caldo” è quello dell’occupazione:
“L’incremento della disoccupazione, che tuttavia nel nostro Paese è meno
marcato per via di un sistema di sicurezza che il nostro governo ha approntato
in maniera molto decisa, accompagnato da consumi che sono in sofferenza - ha
sottolineato il presidente di Confcommercio - crea una forte preoccupazione. E’
una spirale negativa che deve essere contrastata. La crisi ha colpito tutto il
settore distributivo, non ha fatto sconti a nessuno. Chi ha pagato il prezzo
più alto sono state proprio le imprese del commercio. Nel 2009 ne sono
scomparse 28mila, di cui oltre 16mila negozi di vicinato. Insomma, non si può
parlare di una vera e propria desertificazione ma in molte città alcune insegne
si sono già spente”. Riguardo al diverso impatto della crisi sui piccoli
esercizi e la grande distribuzione, Sangalli, ha fatto presente che occorre
tutelare i negozi. “Certamente - ha detto Sangalli - bisogna fare in modo che
il valore del pluralismo distributivo giochi un ruolo importante e si deve
tenere sempre in conto tutto ciò che già esiste. Però il vero problema è che
c’è stata una crisi molto forte che ha colpito tutto il settore distributivo.
In modo particolare ha colpito il piccolo commercio e noi dobbiamo fare di
tutto perché esso continui ad esistere, perché non ha solo un valore economico ma anche sociale. Quando
chiude un negozio e' un pezzo di città che muore perché i piccoli negozi,
soprattutto negli insediamenti urbani, hanno anche una precisa funzione sociale”.