La crescita del Pil si attesterà allo 0,9% nel 2010 e
all’1% nel 2011, mentre la spesa delle famiglie italiane per i consumi
registrerà nel 2010 una crescita dello 0,7% e nel 2011 dell’1,1%. Sono le nuove
stime diffuse dall’Ufficio Studi Confcommercio in occasione della presentazione
dell’indagine Censis-Confcommercio su clima di fiducia e aspettative delle
famiglie italiane. La crisi, insomma, ha commentato il direttore dell’Ufficio
Studi di Confcommercio, Mario Bella, è “verosimilmente alle spalle, ma proseguono
le fibrillazioni lungo un sentiero di moderata crescita, aggravata dall’aumento
della disoccupazione”. La fiducia è ferma e stenta la produzione industriale
insieme all’export. Dal lato dei consumi, non c’è tranquillità nella
pianificazione degli acquisti e a fine 2011 Pil e consumi saranno ai livelli
del 2000: rispetto ad un anno fa ogni italiano ha perso circa 40 euro al
trimestre in termini di consumi effettivi.
“La direzione è certamente di miglioramento complessivo e
di ripresa ma l’andamento generale dei consumi è di stazionamento”, ha spiegato
il direttore del Censis, Giuseppe Roma, secondo il quale “le previsioni di
spesa ci fanno intravedere dei germogli di fiducia ma resta troppo alto il
numero di coloro che sostengono che spenderanno come prima o meno”. Le
preoccupazioni sono legate soprattutto alla disoccupazione, in particolare nel
Sud, ma anche alla litigiosità della classe dirigente.
Dall’indagine emerge che in merito agli effetti della
crisi economica sui consumi delle famiglie italiane, il 17% ha rinunciato a
cose essenziali, il 49% ha ridotto gli sprechi e il 34% ha potuto mantenere
invariate le abitudini di consumo. Per il primo semestre 2010 l’8,4% delle
famiglie prevede che le spese per consumi diminuiranno (nel secondo semestre 2009
erano al 9,5%) mentre il 69% prevede una stabilità (contro il 71,7%
precedente). Infine il 22,6% sostiene che le spese per consumi aumenteranno
(contro il precedente 18,7%). Per quanto riguarda la visione per il futuro, a
gennaio 2010 gli ottimisti sono scesi al 52,8%, contro il 56,8 di giugno 2009.
In aumento i pessimisti al 34% contro il 32,7 di giugno scorso.