“Dopo gli appelli inascoltati al Governo affinché fosse
cambiata una norma della Finanziaria iniqua ed in contrasto con le disposizioni
europee sui ritardi di pagamento, il Taiis -Tavolo interassociativo imprese di
servizi a cui partecipa anche Angem-Fipe - ha deciso di rivolgersi all’Unione
Europea”. Nei giorni scorsi è stato infatti inviato alla Commissione un esposto
formale contro l’art. 2, comma 89 della legge finanziaria, che prevede il
blocco per dodici mesi di qualsiasi azione esecutiva, inclusi i pignoramenti
già eseguiti, per crediti verso le Asl delle regioni oggetto dei piani di
rientro dai disavanzi sanitari, in sostanza quelle maggiormente indebitate.
“Per di più –prosegue la nota - la norma prevede che alle imprese, per quei 12
mesi, gli interessi siano dovuti solo al tasso legale e non sulla base di
quanto stabilito dal decreto legislativo di recepimento della Direttiva contro
i ritardi di pagamento. Il contenuto di tale norma, secondo gli esponenti del
Taiis, oltre che inaccettabile nella sostanza, è in contrasto formale con le
disposizioni europee vigenti (appunto, la Direttiva 35/2000 contro i ritardi di
pagamento)”. Nell’esposto presentato, il Taiis ha richiesto l’attenzione e
l’azione della Commissione Europea anche contro alcune disposizioni del decreto
legge 195 del 30 dicembre scorso, che riguarda l’emergenza rifiuti in Campania.
Tale decreto, infatti, all’art. 3, ultimo comma, stabilisce che fino al 31
gennaio 2011 “non possono essere intraprese azioni giudiziarie e arbitrali nei
confronti delle strutture commissariali e della Unità stralcio … e che le
azioni pendenti sono sospese”. Il provvedimento prevede, inoltre, che “i debiti
insoluti, dalla data di entrata in vigore del decreto non producono interessi e
non sono soggetti a rivalutazione monetaria”.