Il convegno “Terziario. Per Torino un bene primario”, che
si è tenuto nel capoluogo piemontese presso il Teatro Vittoria, è stato il
primo banco di prova per l’ avvicinamento tra Confcommercio e Confesercenti, le
due associazioni del commercio e delle altre rappresentanze della piccola
impresa. Il convegno, infatti, promosso congiuntamente dalle due organizzazioni
a livello provinciale è stato tenuto a battesimo dai presidenti nazionali delle
due organizzazioni, Carlo Sangalli e Marco Venturi. “Tutti riconoscono
– ha detto nel suo intervento Sangalli - che quest’anno dovrebbe essere quello
della ripresa, ma dobbiamo riconoscere anche che la crescita è troppo modesta e
fragile. Bisogna fare attenzione perché la coda della crisi è sempre
insidiosa”. Per Sangalli, “è necessario mettere in campo risorse per una
crescita irrobustita ed accelerata. E le risorse sono le pmi, le imprese del
turismo, dell’economia e dei servizi che, su scala nazionale, rappresentano più
del 40% del Pil e in Piemonte più del 60%”. “Le risorse però – ha aggiunto il
presidente di Confcommercio - essere coltivate con una buona politica, ossia
con un sostegno all’innovazione, qualificazione del capitale umano,
facilitazione dell'accesso al credito, potenziamento delle infrastrutture e, per
quanto riguarda, il turismo facendo sì che ci sia un riallineamento delle
aliquote Iva rispetto agli altri Paesi europei”. Sangalli ha, quindi,
sottolineato l’importanza della “riforma del sistema fiscale che si incrocia
con quella del federalismo fiscale, con il duplice obiettivo di semplificazione
del fisco e riduzione della pressione fiscale a partire dai redditi da lavoro”.
Il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, ha sottolineato che “le piccole
e medie imprese non sono mai state interlocutori principali di forze politiche
e istituzioni. Nessuno ci ha mai ignorato ma veniamo dopo i sindacati e la
Confindustria”. “Vogliamo ribaltare questa situazione – ha detto Venturi –
perché le condizioni ci sono, non vogliamo essere interlocutori del poi, ma interlocutori
di prima linea. Mettere in prima fila milioni di interlocutori che
rappresentano le piccole e medie imprese - ha proseguito Venturi- è un fattore
importante prima di tutto per il Paese. Non si possono risolvere i problemi del
Paese solo con la vecchia idea dell'industria e della fabbrica come erano state
concepite nel passato anche perché la grande industria per effetto
dell'internazionalizzazione è sempre meno industria nazionale, mentre la
piccola e media impresa è di vicinato, di territorio”. “Vogliamo essere un
soggetto portatore di una nuova politica economica meno assistita perché non
vogliamo chiedere aiutateci, siamo poveracci -ha concluso Venturi - noi siamo impresa e rivendichiamo il
ruolo delle Pmi ma non vogliamo la spremitura né fiscale né contributiva perché
vogliamo investire per creare sviluppo e nuova occupazione”. “Il
raggiungimento dell’obiettivo della creazione di un contesto più favorevole per
le nostre imprese - hanno sottolineato nel corso dell’incontro torinese Maria Luisa Coppa ed Antonio Carta, presidenti di Ascom e
Confesercenti di Torino e provincia - pone ad associazioni di categoria che
vogliano operare con efficacia, problematiche nuove da affrontare in una
prospettiva diversa da quella del passato: la difesa e la promozione delle
categorie del terziario non può prescindere dalla necessità di un’azione
unitaria nei confronti sia degli interlocutori istituzionali, sia del restante
mondo associativo”.
“Il nostro incontro di stamane si è posto dunque come
prima finalità – è stato ribadito – proprio quella di riscoprire e consolidare questo spirito, partendo dalle due
associazioni più affini per base associativa, ma senza dimenticare la necessità
di una più vasta unità di azione fra quanti rappresentano la piccola e media impresa
del commercio, del turismo, dell’artigianato e dei servizi. Solo così essa
potrà giocare il ruolo che le compete, colmando progressivamente il divario fra
il suo notevolissimo peso economico,
occupazionale e organizzativo e il suo non adeguato riconoscimento a
livello “politico-istituzionale”. “Senza le piccole e medie imprese del
Terziario – ha concluso Maria Luisa Coppa- non c’è ripresa.
Ciò che chiediamo ai nostri Amministratori è una maggiore attenzione e
un’azione incisiva e rafforzativa soprattutto del sistema dei servizi”. In primis del turismo “vero asso nella
manica– ha sottolineato la presidente Coppa – per lo sviluppo economico del nostro territorio. Bisogna
fare fruttare al meglio la straordinaria offerta turistica di Torino e del Piemonte, un patrimonio
fortemente diversificato e di altissimo valore che va assolutamente messo a
frutto. Al mondo politico chiediamo dunque di essere tenuti, sotto questi
aspetti, nella giusta considerazione in un mix di tre fondamentali richieste,
le nostre tre erre: rispetto, risorse e
regole uguali per tutti”.