“Tolleranza zero nei confronti
del racket delle estorsioni e dell’usura”. A chiederla “alle istituzioni e alla
politica” è il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel suo
intervento alla presentazione dell’indagine Confcommercio-Eurisko sulla
sicurezza per le imprese, svoltasi venerdì nella sede della Confederazione,
a Roma e alla quale hanno partecipato
il viceministro dell’Interno Marco Minniti, il commissario straordinario del
governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Raffaele
Lauro e il vicepresidente della Commissione Europea e presidente della
Commissione Giustizia e LibertĂ Franco Frattini. PiĂą di un terzo delle imprese
italiane (37%) ha la percezione che negli ultimi 2-3 anni i livelli di sicurezza siano peggiorati,
mentre sono pochissime (4%) quelle che
hanno percepito un miglioramento. Per la maggioranza delle aziende la
situazione e' stabile. Dal sondaggio emerge come il peggioramento viene
maggiormente percepito nel Nord-Est,
nei grandi centri abitati del Nord e alÂ
Centro. Per quanto riguarda i settori merceologici, soprattutto da tabaccai e benzinai, ma anche orafi.
“Tolleranza zero non solo nei confronti di racket e usura - ha precisato Sangalli - ma anche nei confronti
di fenomeni solo apparentemente minori,
come l'abusivismo e la contraffazione. Fenomeni che dopano il mercato e la
concorrenza e che costituiscono spessoÂ
fonte di elevati guadagni con pochi rischi per la criminalitĂ
organizzata”. Secondo Minniti, “bisogna ripensare il modello di
sicurezza, per non creare allarmi, per un rapporto di fiducia con la
popolazione, ridefinirlo alla luce dei cambiamenti che ci sono stati: nel 2007
non possiamo avere un assetto di polizia uguale a quello che avevamo negli anni
Sessanta, perché e' cambiato l'assetto urbanistico del nostro Paese. Sono
quarant’anni che il modello e' sempre lo stesso. Entro il 2008 l'Italia avrà un
sistema di videosorveglianza tra i più avanzati di Europa”. Minniti ha spiegato
che “c'e' il problema di ricostruire un rapporto di fiducia. Mai come su questo
tema del racket il punto della fiducia e' fondamentale: una tassa sulla
criminalità non e' degna di un paese civile”. Minniti ha poi sottolineato che
“per avere il controllo del territorio bisogna avere più forza di polizia in
strada. Il poliziotto di quartiere e' stato una buona idea, ma anche la
missione del poliziotto di quartiere cambia in relazione ai mutamenti che ci
sono stati”. Quanto al racket, su questo punto “si gioca la sovranita' del
territorio – ha precisato il viceministro - questa e' una questione
costituzionale. Il punto della fiducia e' fondamentale: dobbiamo lavorare
insieme”. “Su questo tema si gioca la credibilità di un paese”. Per Franco Frattini
“dovremmo abituarci a non definire mai microcriminalità un fenomeno che porta
persone a suicidarsi o ad essere uccise”. A livello europeo – ha detto Frattini
– abbiamo interrogato i cittadini ed è emerso che la sicurezza è sempre tra i
primi quattro temi importanti e sui quali si chiede più Europa”. “Non sono fenomeni che si possono combattere
solo a livello nazionale. Occorre un approccio politico dell’Unione Europea. E’
ora di definire la sicurezza come un diritto fondamentale. Il diritto alla
sicurezza deve essere precondizione per godere delle altre libertĂ
individuali”. Per Raffaele Lauro,
“il problema di fondo delle vittime del racket e dell’usura è la solitudine
delle vittime”. “Una situazione – ha sottolineato Lauro – che non spinge il
commerciante ad uscire dallo stato omertoso”. Secondo Lauro però è necessario
che non solo il singolo ma anche le organizzazioni di rappresentanza delle
imprese facciano uno sforzo: “Ci sono grandi imprenditori che considerano il
pagamento del pizzo quasi un costo aziendale”.