Si profilano nuovi scioperi dei
benzinai. Lo annunciano i gestori, che lamentano lo “svuotamento di ogni
funzione di concertazione del tavolo ministeriale voluto dal ministro Bersani”
sul ddl liberalizzazioni. “La categoria e' costretta - spiegano Luca Squeri e
Roberto Di Vincenzo, rispettivamente presidente nazionale e segretario generale
di Figisc-Anisa Confcommercio e Fegica-Cisl - a prendere atto, nonostante tutte
le disponibilità finora offerte dai gestori, dei reiterati segnali di chiusura,
che non possono che preludere ad una ripresa delle agitazioni ed una imminente
calendarizzazione di nuove chiusure degli impianti”.
Alla base delle agitazioni dei
benzinai, che già nei mesi scorsi hanno portato a scioperi degli impianti
contro il nuovo processo di liberalizzazioni, ci sono alcune norme contenute
nel ddl Bersani che, secondo i gestori, aprono alla grande distribuzione
penalizzando la categoria.
“Le proposte presentate dal
coordinamento delle Regioni che costituisce, con gli operatori del settore, il
tavolo di trattativa presso il Ministero dello Sviluppo economico, non modificano minimamente l’impostazione
voluta dal Governo”, sottolineano in una nota i gestori parlando di un “quadro
di assoluta chiusura ad ogni tipo di richiesta di ascolto avanzata dalla
categoria”.
Un “quadro che - spiegano Squeri
e Di Vincenzo - è inoltre aggravato dalle continue accelerazioni dell’iter
normativo del disegno di legge Bersani, che svuotano di fatto ogni funzione di
concertazione di quel tavolo ministeriale voluto dallo stesso ministro
Bersani”. Mentre il ministro “si era assunto l’impegno di raccogliere le
istanze proposte e sostenere il loro inserimento all’interno del medesimo ddl,
riuscendo così ad ottenere la sospensione delle agitazioni già proclamate dai
gestori”, si registra anche “l’immotivato rifiuto alle richieste d’incontro
avanzate dalle organizzazioni di categoria da parte di Daniele Capezzone,
presidente della Commissione Industria della Camera, nella quale è iniziato
l’esame del ddl e la procedura d’urgenza che dimezza i tempi dell’esame
parlamentare”.