L’idea di un patto per la crescita lanciata dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, è condivisibile. Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani nel corso del suo intervento alla XX Assemblea della Confederazione, sottolineando l’importanza “di un patto per evitare che i particolarismi e le frantumazioni politiche e sociali finiscano per rubare il futuro al Paese”. Il ministro ha inoltre sottolineato la difficoltà “di trovare una visione comune in cui ritrovare il dialogo”, ma ne ha anche evidenziato la necessità perché “abbiamo una strada per crescere ma non è agevole e richiede disciplina e non tollera demagogia”.
Bersani ha individuato le
prioritĂ innanzitutto nel controllo della spesa e nella riduzione del debito:
“dobbiamo qualificare e convertire la spesa pubblica, aggredendo con le riforme
qualche settore”, ed agendo contro “le strozzature, le rendite di posizione di
una struttura sociale che si è chiusa in se stessa”. D’altra parte, ha
aggiunto, “dobbiamo ricordarci che abbiamo un fardello sulle spalle in più
rispetto agli altri, gli interessi sul debito”. Quindi, il ministro ha fatto
riferimento al rapporto tra servizi offerti e prelievo fiscale: “non siamo in condizione
di dare servizi pari alle tasse che paghiamo”.   Â
Quanto alla dolente questione
degli studi di settore, Bersani ha voluto lanciare un segnale di apertura:”il
meccanismo va salvaguardato da possibili errori. Dobbiamo riprendere il
confronto con le categorie per metterci in una reciproca condizione di
comprensione degli studi di settore, che non vanno buttati via”. “Io capisco
che gli studi di settore accendano gli animi – ha aggiunto cercando di
sovrastare i mormorii della platea - ma dobbiamo correggere gravi distorsioni
senza aprire però antiche spaccature attraverso una grave incomprensione di
questa iniziativa. Voglio ribadire comunque che non si tratta né di una minimum
tax né tanto meno di un accertamento automatico, e chi non si riconosce negli
studi di settore non aderisca”.
Infine, il ministro ha ribadito
che in tema di liberalizzazioni “il commercio ha già dato”, anche se “ora
dobbiamo trovare una chiave di riforma nel settore dei benzinai”. Al settore
Bersani riconosce anche il merito di “aver vissuto negli ultimi anni una grande
emersione dal nero e un profondo ricambio generazionale”.